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FarWest, la demonizzazione del Superbonus

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Dalla sua istituzione alle truffe, passando per il blocco dei crediti: la travagliata storia del 110% viene ripercorsa anche attraverso le voci di alcuni protagonisti. Ma ci sono piccole omissioni o imprecisioni.

Il Superbonus sempre più demonizzato. Questa volta, nella nuova trasmissione di RaiTre, FarWest, condotta da Salvo Sottile. Diversi servizi, realizzati dall’inviato Carlo Marsili, approfondiscono quello che è stato e resta un buco enorme nei conti dello Stato (pari a circa 93 miliardi di euro). Fin qui, tutto vero. Ma ci sono piccole omissioni o imprecisioni.

Nei vari servizi andati in onda lunedì 27 novembre in prima serata su RaiTre, infatti, viene ripercorsa la storia del Superbonus, ascoltando anche le voci dei protagonisti (come Roberto Gualtieri, che all’epoca era ministro dell’Economia, o Giuseppe Pisauro, presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio dal 2014 al 2022). Il bonus edilizio al 110% era stato varato dal governo Conte II in piena crisi pandemica (maggio 2020), approfittando della sospensione dei vincoli di bilancio europei.

Per come era stato immaginato, il Superbonus avrebbe dovuto durare al massimo per tutto l’anno 2021. Non è andata esattamente così, nonostante i moniti dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Due le criticità principali, che poi sarebbero state messe in evidenza anche dal successore di Giuseppe Conte, Mario Draghi: il sistema di cessione dei crediti e sconto in fattura e le troppe estensioni e proroghe della misura.

Resta però un fatto: nei vari servizi, viene ricordato come a difendere il Superbonus siano stati gli stessi partiti (in primis Movimento 5 Stelle e Pd) che lo avevano introdotto e che si sono poi trovati a sostenere l’Esecutivo guidato da Draghi. Non vengono minimamente citati, però, quei partiti che oggi sono al governo e che, fino a tutta la campagna elettorale delle politiche 2022, sulla base del rilancio del settore edilizio innescato dal 110% avevano continuato a sostenere la necessità di prorogare il Superbonus e aiutare le imprese in difficoltà per via dei crediti incagliati. Ne sanno qualcosa, ad esempio, i cosiddetti ‘Esodati del Superbonus’, che si sono fidati di una legge dello Stato (e delle sue successive e continue modifiche).

In altri servizi, poi, si analizzano alcune truffe relative alla cessione dei crediti, con aziende fondate improvvisamente nello stesso giorno, intestate a dei prestanome, che con quel sistema hanno generato un giro d’affari da parecchi milioni di euro. Resta da capire se tutto questo abbia riguardato esclusivamente il Superbonus o se di mezzo ci fosse anche il cosiddetto Bonus Facciate. Anche quest’ultimo bonus edilizio ha causato numerose truffe, ma soprattutto nel dibattito politico non viene mai citato, a differenza del Superbonus 110%.

Nei vari servizi andati in onda a FarWest, poi, vengono tirati in ballo Nomisma e Riccardo Fraccaro. La prima è un’azienda privata che fornisce dati sul Superbonus e, al tempo stesso, fornisce consulenze sulla cessione dei crediti nel settore edilizio. Fraccaro, invece, già ministro per i Rapporti con il Parlamento e poi sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, di fatto è stato l’ideatore del Superbonus ma oggi è fuori dalla politica. Dopo aver scelto di non ricandidarsi nel 2022, infatti, Riccardo Fraccaro, esperto di politiche energetiche, ha costituito una società di consulenza che si occupa anche di edilizia ed efficientamento energetico, ma non principalmente.

Per concludere, in sintesi: è bene ricordare che il Superbonus, se attuato secondo i piani originari, sarebbe stata una misura utilissima. Invece, è stato esteso nei tempi e nelle modalità, sin dal 2021, con l’unanimità di tutte le forze politiche (e questo lo ricorda solo Giuseppe Pisauro). Il meccanismo della cessione dei crediti, poi, è stato esteso anche ad altri bonus edilizi, come il Bonus Facciate, che in percentuale hanno pesato sulle truffe molto più del Superbonus (e questo lo ha sottolineato anche Roberto Gualtieri). Il vero errore, come sempre, è stato aver aumentato i controlli sulle truffe troppo tardi rispetto all’attuazione dei bonus edilizi.