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“Farming for Future, 10 azioni per coltivare il futuro”. La roadmap del CIB per la transizione agroecologica

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Si chiama “Farming for Future. 10 azioni per coltivare il futuro” il progetto del CIB – Consorzio Italiano Biogas – per la riconversione agroecologica dell’agricoltura italiana, presentato il 29 ottobre ai principali rappresentanti del mondo associativo e istituzionale del settore agricolo e ambientale.

A commentare le azioni proposte e inserite nel progetto sono intervenuti: Alessandro Bratti, direttore generale di ISPRA, Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente, Ermete Realacci, Presidente di Symbola, Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, Dino Scanavino, Presidente di CIA, Simona Bonafè, Commissione Ambiente del Parlamento europeo, Paolo De Castro, Commissione agricoltura del Parlamento Europeo e il Sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe L’Abbate.

Seguendo le iniziative nel piano e grazie a un potenziale produttivo di 6,5 miliardi di metri cubi di biometano agricolo, entro il 2030 il settore potrà ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera di 12.400 kt, che si aggiungono alle 19.000 kt di CO2eq evitate grazie al mancato utilizzo di fonti energetiche fossili. L’insieme, 31.400 kt di CO2eq, è pari alle emissioni annue di oltre 18,5 milioni di automobili, circa il 50% del parco auto circolante in Italia.

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Con questo progetto, il CIB propone una roadmap utile per dare risposte alle esigenze di produzione e di sostenibilità ambientale, in linea con la strategia europea “Farm to Fork”, preservando il patrimonio agricolo e zootecnico italiano e tutelando la fertilità del suolo. Attraverso le buone pratiche del Biogasfattobene®, Il modello agro-economico sviluppato dal CIB, sarà possibile, ad esempio, avviare a digestione anaerobica sino al 65% dei reflui zootecnici entro il 2030.

Il progetto è stato ideato dal CIB e realizzato insieme ad un gruppo di imprenditori agricoli, di tecnici e ricercatori, che contribuiscono all’attività del Consorzio per raccontare come l’integrazione della digestione anaerobica nell’attività agricola sia lo strumento per ottenere una molteplicità di effetti positivi sull’ambiente e sulla competitività delle aziende agricole. Tutto questo troverà spazio sul sito farmingforfuture.it una piattaforma che verrà continuamente alimentata per approfondire e diffondere le buone pratiche del progetto.

Il settore primario può dare un contributo strategico in termini di riduzione del proprio impatto ambientale: produrre di più usando meno risorse, riducendo gli sprechi, garantendo cibo ed energia rinnovabile e ripristinando la fertilità dei suoli e la biodiversità.

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Uno dei nostri obiettivi – dichiara Gattoni, presidente del CIB – Consorzio Italiano Biogas – è dimostrare che è possibile abbattere le emissioni senza rinunciare alle produzioni alimentari di qualità che caratterizzano l’eccellenza del Made in Italy”.

Il nostro Paese ha la possibilità di guidare la transizione verso un modello di economia circolare, dando risposte concrete alle crisi in corso – continua il Presidente Gattoni –  Abbiamo quindi deciso di condividere quanto abbiamo fatto finora, per metterlo a disposizione di chi vuole impegnarsi insieme a noi e fare la differenza. La nostra esperienza ci ha insegnato come il mondo agricolo e il mondo industriale si possano muovere sinergicamente, fornendo soluzioni tecnologiche immediatamente applicabili. Dall’analisi dei dati elaborati per questo progetto emerge che l’agricoltura, ridando centralità al suolo, diffondendo la digestione anaerobica, promuovendo la fertilizzazione organica e favorendo l’innovazione tecnologica, è in grado di abbattere le emissioni continuando a fare agricoltura di qualità. Questo percorso si può e si deve fare, con una politica di indirizzo chiara che permetta di investire bene le risorse disponibili e con una profonda azione culturale che sappia incidere sui territori”.

Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali dichiara – “La crisi in atto, sanitaria, ambientale ed economica, dimostra che il business as usual non è una strada percorribile. Come Governo, nei prossimi mesi saremo chiamati ad assumere decisioni politiche cruciali per delineare le opportunità di sviluppo anche del settore primario. Servirà definire una governance responsabile che guardi al lungo periodo e che sappia implementare meccanismi chiari e stabili a supporto della transizione e che promuova percorsi di semplificazione normativa agevolando le sinergie lungo tutta la filiera”.

Farming for Future è un progetto ambizioso – conclude Gattoni – . C’è bisogno del contributo e dell’azione di tutti perché questa è la strada per ottenere un modello nuovo e vincente sotto tutti i profili: economico, ambientale e sociale. Oggi abbiamo cominciato a raccogliere i primi positivi riscontri che ci stimolano a continuare in questo percorso”.

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BOX. Le dieci azioni di Farming for Future
#1 ENERGIE RINNOVABILI IN AGRICOLTURA

#2 AZIENDA AGRICOLA 4.0
#3 GESTIONE DEI LIQUAMI DA ALLEVAMENTO
#4 FERTILIZZAZIONE ORGANICA
#5 LAVORAZIONI AGRICOLE INNOVATIVE
#6 QUALITÀ E BENESSERE ANIMALE
#7 INCREMENTO FERTILITÀ DEI SUOLI
#8 AGROFORESTAZIONE
#9 PRODUZIONE E USO DI BIOMATERIALI
#10 BIOGAS E ALTRI GAS RINNOVABILI

BOX: Le emissioni
Con l’adozione delle soluzioni proposte e con lo sviluppo del biometano, fino a una produzione 6,5 miliardi di mc al 2030, seguendo i princìpi del Biogasfattobene® – modello agro-economico sviluppato dal CIB –  l’agricoltura italiana potrà passare da una emissione complessiva di circa 38.400 kt di CO2eq a 26.000 al 2030, riducendo pertanto il proprio impatto complessivamente di 12.400 kt di CO2eq, ovvero del 32%, oltre a contribuire alla riduzione delle emissioni nazionali di circa 19.000 kt di CO2eq grazie al mancato utilizzo di fonti energetiche fossili.
Secondo le analisi effettuate, si possono ridurre le emissioni di un quantitativo pari a quello generato da circa la metà del parco auto circolante oggi in Italia, circa 18,5 milioni di automobili.

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