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Falso pomodoro italiano sequestrato, la difesa di Petti: “Quei prodotti erano destinati all’estero”

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Dopo il maxi-sequestro del falso pomodoro 100% italiano, arriva la difesa di Petti. “Quei prodotti erano destinati al mercato estero”, spiega l’azienda toscana.

Ha fatto molto clamore il maxi-sequestro dei prodotti etichettati come ‘pomodoro 100% italiano‘ o ‘pomodoro 100% toscano‘ nello stabilimento di Petti a Venturina (Livorno). I carabinieri per la tutela agroalimentare hanno infatti sequestrato 4.477 tonnellate di pomodoro (soprattutto in conserve) che, a dispetto di quanto dichiarato, veniva miscelato con pomodoro concentrato di provenienza estera. I militari hanno colto in flagranza alcuni addetti mentre mischiavano i semilavorati di pomodoro italiano con pomodoro concentrato di provenienza extraeuropea. Oltre ai prodotti, è scattato anche il sequestro della documentazione contabile e di alcune schede di produzione.

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Il valore commerciale dei prodotti sequestrati si attesta oltre i tre milioni di euro. Il blitz ha scatenato la reazione degli esponenti politici locali di tutti gli schieramento, ma soprattutto di Confagricoltura Toscana. “Se le indagini dovessero confermare la frode, si rischierebbe di pregiudicare l’intera filiera, importante sia per l’economia toscana che per la sostenibilità”, ha spiegato il presidente Marco Neri.

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Pochi giorni dopo è arrivata la difesa del Gruppo Petti. “Forniremo nei prossimi giorni la documentazione necessaria per il dissequestro della merce. La merce semilavorata di provenienza straniera viene regolarmente utilizzata per il confezionamento di prodotti a marchi terzi e destinati al mercato estero”, spiega l’azienda. Una giustificazione che, spiega Il Salvagente, non convince pienamente: non tutte le linee di produzione per conto terzi sono state sequestrate e alcuni dettagli sulle etichette dei prodotti lasciano ancora dei dubbi. Non solo erano scritte in italiano, ma negli ingredienti non veniva menzionato il concentrato di pomodoro.

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