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Facebook: 20 anni di luci e ombre, tra privacy e disinformazione sulla crisi climatica

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Facebook, la piattaforma di Mark Zuckerberg, oggi compie 20 anni. Luci e ombre del social media che ha cambiato il concetto di privacy, amicizia, (dis)informazione, politica.

Non riusciamo più ad immaginare il presente senza includere i social media nel quotidiano. Eppure, vent’anni fa non esistevano ancora. O meglio, quello che viene considerato il primo social della storia c’era già, Six Degrees, ma la sua vita durò solo dal 1997 al 2000.

Il 4 febbraio 2004 invece, nasce The Facebook. Il nuovo social ideato da Mark Zuckerberg, che promette nuove connessioni e relazioni, conquista le università americane e si diffonde a macchia d’olio tra i giovani di tutto il Paese. Finanziato da investitori ed aziende e rinominato semplicemente Facebook, nel 2008 la piattaforma raggiunge un successo sempre maggiore, con 100 milioni di iscritti, spodestando MySpace dal trono dei social dell’epoca.

Oggi Facebook è una delle società che vale di più al mondo, con oltre due miliardi di utenti attivi al giorno. L’azienda di Zuckerberg ha inoltre ridefinito il concetto di reale e virtuale, investendo negli ultimi anni in intelligenza artificiale e metaverso.

Il social media ha stravolto la società e il concetto di privacy, amicizia, informazione, politica, lavoro. Per Facebook però, non ci sono stati solo momenti di luce.

Facebook compie 20 anni. Una storia in chiaroscuro, tra privacy e disinformazione sulla crisi climatica

Il social ha dovuto affrontare molti problemi, specialmente sul tema della privacy, ma non solo.

Lo scandalo più grande è esploso nel marzo del 2018, quando un’inchiesta giornalistica ha fatto emergere la vicenda di Cambridge Analytica che aveva raccolto i dati personali di milioni di account Facebook senza consenso e li aveva usati per propaganda politica. È stato un momento spartiacque per la comprensione pubblica del valore dei dati. Un altro snodo critico, le rivelazioni dell’ex dipendente Frances Haugen nel 2021: ha accusato la società di aver allentato la sicurezza per favorire il profitto con ripercussioni sulla disinformazione (anche in relazione all’assalto a Capitol Hill) e sui minori.

Sempre nel 2021, Facebook è finita nel mirino anche per la disinformazione legata alla crisi climatica. Nonostante le promesse fatte dalla società della Silicon Valley in precedenza nei confronti della lotta alla disinformazione, secondo uno studio le fake news sul clima aumentavano sempre di più. I ricercatori del Real Facebook Oversight Board, avevano trovato circa 818.000 post che minimizzano o negano la crisi climatica, che hanno ricevuto un totale di 1,36 milioni di visualizzazioni ogni giorno.

La società ha attraversato un periodo decisamente buio, che ha condotto alla trasformazione, nell’ottobre del 2021, in Meta.