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MESSICO. F1. DOMINA VERSTAPPEN. INUTILE RIMONTA VETTEL. HAMILTON CAMPIONE DEL MONDO

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Di Carlotta Vanni. F1. Messico. Vince Verstappen. Vettel arriva quarto dopo una gran bella rimonta. Ma il sole messicano è tutto per Hamilton che, nella sua gara più grigia, a 32 anni centra il quarto mondiale.

E’ stata una partenza da brivido per i due piloti in lotta mondiale costretti ad un pit stop anticipato dopo un doppio contatto avvenuto alla terza curva, che li ha fatti sprofondare alle due ultime posizioni. Da lì gara in ombra per Hamilton che non va oltre l’ottavo posto. Super rimonta, invece, per Vettel che arriva ai piedi del podio, ma non serve a nulla.

Gara vinta e dominata dalla Red Bull di Verstappen che grazie ad una partenza perfetta si mette al comando del Gran Premio dall’inizio alla fine; sul podio insieme al discusso talento olandese un anonimo Bottas così come il connazionale Raikkonen. Prestazione sottotono del beniamino di casa Perez che arriva settimo, molto distante dal compagno di scuderia Ocon arrivato quinto.

Così, con due gare di anticipo Lewis Hamilton si laurea per la quarta volta campione del mondo andando ad eguagliare Alain Prost e Sebastian Vettel. Nonostante la stagione non sia stata perfetta, piena di alti e bassi, il pilota inglese riesce a riconquistare il mondiale per la casa Mercedes (che vince anche il titolo costruttori) legittimandone la supremazia degli ultimi anni.

Nulla da fare per gli avversari. Un anno da incorniciare per il pilota inglese soprattutto per record raggiunti. Maggior numero di pole position nella storia della Formula 1, davanti a Senna e Schumacher; pilota britannico più vincente di sempre, sia per gare che per mondiali, più di Sir Jackie Stewart. Un anno che lo consacra, al di là delle critiche e delle polemiche nate fuori dalla pista per i suoi atteggiamenti discutibili, tra i big della Formula 1.

Un pilota che fa discutere e non poco; capace di giocare con i videogame e social vari fino a pochi minuti prima di salire sulla sua monoposto argentata (vedi Monza), ma capace di diventare un vero e proprio “HAMMER” (martello) come lo definiscono i suoi fans quando indossa il suo casco giallo, in onore dell’idolo Ayrton Senna, di cui ha ereditato la temeraria sfrontatezza sia nella vita che in gara.

“Hammer” non lo è certo stata la Ferrari che da questa stagione porta a casa solo rimpianti, tra strategie sbagliate, problemi meccanici e contatti inammissibili come quello di Singapore. Un sommesso Vettel a fine gara trasmette tutta la delusione del tifoso ferrarista che ha creduto di poter interrompere almeno per questa stagione l’egemonia Mercedes. Ed invece no.

Vedremo se nel Gran Premio del Brasile (12 novembre) e di Abu Dhabi (26 novembre) la Ferrari riuscirà almeno a salvare la faccia.

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