Territorio

Extinction Rebellion, gli scienziati scendono in piazza: “Non possiamo solo scrivere articoli”

Condividi

Circa quattrocento fra scienziati climatologi, fisici, biologi, ingegneri e ricercatori provenienti da 20 paesi hanno aderito al movimento Extinction Rebellion. “Crediamo che l’inazione prolungata dei governi a proposito della crisi climatica ed ecologica giustifichi le nostre proteste e l’azione diretta” Emily Grossman, biologa e ricercatrice.

Alcune decine di scienziati sono scesi in piazza a Londra nel corso della manifestazione per l’ambiente organizzata di fronte al London’s Science Museum sabato 12 ottobre. Il gruppo si chiama “Scientists for Extinction Rebellion“. Il loro programma è sintetizzato in tre punti: “di’ la verità, agisci subito, vai oltre la politica”.

Riteniamo che la continua inazione governativa sul clima e la crisi ecologica giustifichino ora proteste pacifiche e non violente e azioni dirette, anche se questo va oltre i limiti della legge attuale.” – ha spiegato Emily Grossman, divulgatrice scientifica con dottorato di ricerca in biologia molecolare – Pertanto sosteniamo coloro che si stanno ribellando pacificamente contro i governi di tutto il mondo che non riescono ad agire in modo proporzionale all’entità della crisi”.

Extinction Rebellion, Michael Stipe supporta il movimento: “Chiedono il giusto” VIDEO

395 accademici firmatari hanno scelto invece di sfidare la convenzione: l’urgenza della crisi è ora così grande che molti scienziati sentono, come umani, il dovere morale di agire in modo radicale”, ha detto Grossman. Tra i firmatari aderenti a Extinction Rebellion vi sono anche diversi scienziati appartenenti al gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) sostenuto dall’ONU e autore di una serie di rapporti che sottolineano l’urgenza di drastici tagli alle emissioni di carbonio.

IPCC, arriva il nuovo report su clima, oceani e ghiacciai VIDEO

Non possiamo accettare che il ruolo degli scienziati sia solo quello di scrivere articoli per pubblicarli su riviste oscure e sperare che in qualche modo qualcuno presti loro attenzione” spiega Julia Steinberger, che insegna economia dell’ambiente all’università di Leeds e partecipa alla stesura dei rapporti dell’Ipcc. “Dobbiamo ripensare il ruolo dello scienziato e inserirci nel cambiamento sociale in modo urgente e massiccio. Non possiamo permetterci la science as usual” ha concluso.

Extinction Rebellion, anche Padre Alex Zanotelli aderisce alla protesta del movimento contro l’estinzione

Nato in Inghilterra nel novembre del 2018 dal movimento Rising Up!, Extinction Rebellion sostiene la lotta non violenta, la fiducia nella scienza e la disobbedienza civile. È dal 7 ottobre che, in oltre 60 città di tutto il mondo, gli attivisti di XR manifestano pacificamente per spronare i governi ad agire in fretta.

Extinction Rebellion lancia la settimana della ribellione

Bruxelles la polizia ha arrestato 300 attivisti che si erano rifiutati di abbandonare un sit-in di fronte al palazzo reale, ostacolando il traffico nella capitale belga. A Parigi i manifestanti hanno chiesto azioni piu’ incisive per combattere il cambiamento climatico davanti al parlamento francese.

Extinction Rebellion, ecco chi sono gli ambientalisti che stanno bloccando Londra

Proteste e iniziative di disobbedienza civile fanno parte di una mobilitazione di due settimane che sta interessando tutto il pianeta per sensibilizzare politici e società sull’emergenza ambientale. Più’ di mille sono stati fermati dalle forze di sicurezza a Londra, dove una marcia con scheletri di uomini e animali ha inscenato un funerale simbolico per il pianeta.

Photo by Frank Augstein

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago