In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) L’export dell’agroalimentare supera i 6 miliardi; 2) Crolla l’acquisto di frutta e verdura; 3) 95 milioni per la filiera del vino; 4) Sos api, dimezzato il raccolto del miele

 

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) L’export dell’agroalimentare supera i 6 miliardi: Le esportazioni dei distretti agroalimentari italiani continuano a godere di buona salute, nonostante il contesto difficile tra costi energetici in aumento, difficoltà di reperimento di materie prime e problemi nella logistica, i primi tre mesi del 2022 registra un ulteriore balzo in avanti con oltre 6 miliardi di Export, 811 milioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e 1,2 miliardi in più al confronto con 2019 è quanto emerge dal monitor dei distretti agroalimentari italiani curato dalla direzione studi e ricerche Intesa San Paolo.

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2) Crolla l’acquisto di frutta e verdura: Le difficoltà economiche ed il caro prezzi hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura da parte degli italiani, segnando nel 2022 un calo dell’11% in quantità rispetto allo scorso anno, su valori minimi da inizio secolo. Gli italiani hanno ridotto del 16% le quantità di zucchine acquistate, del 12% i pomodori, del 9% le patate, del 7% le carote e del 4% le insalate, mentre per la frutta si registra addirittura un calo dell’8% per gli acquisti di arance. Un taglio destinato nel tempo ad avere un impatto anche sulla salute se si considera che è di 400 grammi per persona la soglia minima di frutta e verdure fresche da mangiare in più volte al giorno, raccomandato dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per una dieta sana. A pesare è stato l’aumento dei prezzi che sono rincarati al dettaglio per gli ortaggi del 12,2% e per la frutta dell’8,5%. “Bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni”. 

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3) 95 milioni per la filiera del vino: 95 milioni per investimenti nella filiera del vino, il Ministro dello Sviluppo Economico e Giancarlo Giorgetti ha autorizzato un accordo di sviluppo industriale con l’azienda Caviro extra che punta a realizzare, insieme ad altre imprese della filiera vitivinicola dell’Emilia Romagna, un programma di investimenti di 95 milioni in un’ottica di produzione legata all’economia circolare, si tratta di un progetto denominato legami di vita, nel quale sono coinvolte 9 imprese produttrici di vino delle province di Ravenna, Reggio Emilia, Modena e Forlì-Cesena.

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4) Sos api, dimezzato il raccolto del miele: L’alternarsi di eventi estremi in Italia ha dimezzato la produzione nazionale di miele con le fioriture estive bruciate dal caldo o distrutte dalla grandine e le api allo stremo costrette ad allungare i voli per trovare un po’ di nutrimento. Secondo il primo bilancio di Coldiretti sul miele Made in Italy nel 2022, la produzione di quest’anno registra un -40% rispetto al potenziale produttivo. Il risultato – precisa la Coldiretti – è una produzione Made in Italy intorno ai 13 milioni di chili, fra le più basse del decennio. La mappa italiana del miele stilata da Coldiretti registra crolli che vanno dal -15% della Calabria al -60% delle Marche, dal -50% di Lazio, Sardegna, Umbria, Abruzzo e Valle d’Aosta al -80% della Basilicata, crolli del 40% in Toscana, Sicilia e Molise e del 35% in Emilia Romagna e Puglia. Oltre al clima, gli apicoltori devono fare fronte anche all’esplosione dei costi per le tensioni internazionali generate dalla guerra in Ucraina: dai vasetti di vetro alle etichette, dai cartoni al gasolio. Il Belpaese però vince in biodiversità con più di 60 varietà da quelli Dop come il Miele della Lunigiana, e il Miele delle Dolomiti Bellunesi e il miele Varesino, fino a quelli speciali in barrique o aromatizzati, dal tiglio agli agrumi, dall’eucalipto all’acacia.

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