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Ex Ilva, la denuncia di due tarantini: “Le emissioni non si fermano”

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“La situazione non è cambiata con la nuova gestione e per questo abbiamo chiesto alla procura di accertare la causa delle emissioni, le conseguenze sulla salute dei tarantini e dei lavoratori ed eventuali responsabilità”. Depositato un esposto in procura da parte di due cittadini residenti a Taranto per denunciare le emissioni in atmosfera dai camini dello stabilimento siderurgico ex Ilva, ora ArcelorMittal,

Le emissioni degli impianti gestiti da ArcelorMittal sono le stesse della gestione Riva che hanno avviato indagini e conseguente processo penale a carico dei responsabili. Questo abbiamo riferito oggi alla Procura della Repubblica depositando una denuncia dove ribadiamo che queste emissioni rappresentano un rischio per la salute pubblica e pertanto chiediamo un loro intervento“.

E’ l’annuncio con un post su Facebook di due cittadini residenti a Taranto hanno depositato un esposto in procura nel quale denunciano emissioni in atmosfera dai camini dello stabilimento siderurgico ex Ilva, ora ArcelorMittal, che determinano nuvole di colore arancione. A presentare denuncia sono stati Luciano Manna, fondatore del sito di informazione VeraLeaks, e Angelo Di Ponzio, fondatore dell’associazione GiorgioForever, nata per ricordare il figlio scomparso a 15 anni a causa di un male.

Che queste denunce siano anche un pro memoria per il Consiglio di Stato, che sia chiaro che le emissioni non sono terminate, qui a Taranto continuano ogni giorno. Se è ancora valida una Costituzione e una Legge che queste siano applicate e rispettate ed in tutto ciò ci chiediamo quale sia il ruolo del Prefetto, il rappresentante del Governo nel nostro territorio”, si legge nel post pubblicato da Luciano Manna sulla sua pagina Facebook.

Abbiamo documentato attraverso alcune fotografie la situazione che si ripete a Taranto. – spiega a LaPresse Luciano Manna, all’uscita dagli uffici della procura – Le emissioni in atmosfera non si sono fermate: ci sono state quattro volte nell’arco di 30 giorni: il 18 marzo, il 26 marzo e poi il 5 e il 6 aprile. In atmosfera, come testimoniano quattro foto che abbiamo allegato all’esposto, si vengono a creare delle nuvole di colore arancione visibili anche a distanza di diversi chilometri. A nostro avviso la situazione non è cambiata con la nuova gestione e per questo abbiamo chiesto alla procura di accertare la causa delle emissioni, le conseguenze sulla salute dei tarantini e dei lavoratori ed eventuali responsabilità. Secondo noi rappresentano un rischio per la salute pubblica“, conclude Manna. 

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