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Gli europei hanno più paura del cambiamento climatico che del terrorismo

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Secondo un sondaggio dell’ European Investiment Bank i cittadini della Comunità europea hanno più paura dei cambiamenti climatici che di altri temi scottanti, come il terrorismo, la disoccupazione o l’immigrazione.

Quasi la metà dei cittadini europei hanno più paura dei cambiamenti del clima che di perdere il lavoro, secondo uno studio della dell’ European Investment Bank (EIB), mostrato a margine della decisione di Strasburgo di dichiarare “lo stato di emergenza climatico”.

Il voto simbolico della Comunità Europea è in linea con il programma della presidente Ursula von der Leyen e ha come obiettivo sollecitare gli stati europei a presentare impegni concreti al prossimo Summit sul clima, che si terrà a Madrid dal 2 dicembre.

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Il sondaggio della EIB ha riguardato 30mila utenti da 30 nazioni, comprese Cina e Stati Uniti, e ha mostrato come il 47% degli europei vedano il cambiamento climatico come la minaccia numero uno alle loro vite, superando di gran lunga la disoccupazione, l’immigrazione e la paura del terrorismo.

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“I cittadini europei sono estremamente preoccupati dei cambiamenti che sta subendo il clima e le conseguenze che tutto questo avrà sulla vita di tutti i giorni e sul futuro dei loro figli”, spiega Emma Navarro, la Vicepresidente della EIB.

“Sorprendentemente però molti di essi sono ottimisti sulla possibilità di una soluzione positiva al problema. Sfortunatamente la scienza dice il contrario. Abbiamo un’unica possibilità per limitare il riscaldamento globale e attutirne gli effetti.”

La EIB, gestita dai governi dell’ Unione Europea, è la più grande istituzione di credito pubblico del mondo e ha ricevuto dal nuovo Commissario Europeo la priorità ad investire in attività ecosostenibili e a favore dell’ambiente.

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Il sondaggio, il primo dei quattro previsti dalla EIB, mostra come il livello di preoccupazione sul cambiamento climatico è addirittura più alto in Cina che nella Comunità Europea, con il 73% degli intervistati che lo considerano la più grande minaccia per la società, il doppio rispetto agli Stati Uniti che si ferma al 39%; la preoccupazione maggiore degli americani resta l’accesso all’assistenza sanitaria.

Nello studio si sottolinea come il 41% dei giovani europei tra i 15 e i 29 anni pensa che in futuro saranno costretti a cambiare nazione per via dei cambiamenti climatici. Questa percentuale è addirittura maggiore nelle nazioni del Sud Europa, come Spagna, Grecia e Francia.

In generale per l’82% degli europei il cambiamento climatico ha avuto o sta avendo una seria influenza sulla loro vita di tutti i giorni, una percezione che arriva fino al 98% in Cina,  secondo i dati della ricerca.

La nuova Commissione Europea, presieduta da Ursula von der Leyen, che si insidierà il primo dicembre, ha sempre dichiarato che avrà come obiettivo principale la trasformazione dell’intera area dell’Unione Europea in una zona a emissioni zero entro il 2050, dopo aver ridotto le emissioni di CO2 almeno del 50% per il 2030. Questo obiettivo, nonostante sia stato accettato dalla maggior parte delle nazioni europee, incontra ancora una forte opposizione dagli stati che dipendono maggiormente dai carburanti fossili, come per esempio la Polonia.

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