ClimaPolitica

Europa, Tiemmermans: “porteremo la rivoluzione verde in ogni casa”

Condividi

Europa. La rivoluzione verde (Green News Deal) deve arrivare a tutti i cittadini che sia sotto forma di un pannello solare finanziato dalla Bei o di un corso per guadagnare competenze sul lavoro.

A dirlo è Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea.

Stessa convinzione per la “digital tax” dove, per il Commissario Ue, il problema è che il barbiere e Google paghino le stesse tasse.

Infine il fenomeno si ripete col cambiamento climatico, quando assicura di sentirsi «più responsabile» per i giovani che per Donald Trump.

Mentre si racconta davanti a un caffè mattutino in un albergo di Davos, l’attenzione del primo vicepresidente della Commissione Ue è attratta da una canzone di Springsteen in sottofondo. “Questo mi piace”- sorride.

Implicito il richiamo all’Uomo della Casa Bianca, altro tipo di americano.

Uno che accusa gli europei di essere profeti dell’apocalisse per l’allarme sul clima.

Cosa che il neerlandese Timmermans non digerisce.

Clima, il caldo scioglie la neve e la Finlandia dice addio allo sci di fondo

Anche perché, confessa, Trump, come Putin, vuole spaccare l’Europa che, invece, “è imbattibile se unita”.
“Sono padre di due Millennials e di due ragazzi della generazione Z – afferma – sono mondi che dicono: fate qualcosa e subito, perché si gioca il nostro futuro. Io sento più chiaramente questa voce che non quella di un 72enne miliardario, uno che nella vita non avrà problemi. La stragrande maggioranza dei nostri cittadini non ha questo lusso. Da politico, mi sento più responsabile per loro”.

Ma è il presidente Usa…
“Credo che sia solo la posizione del governo federale: la società americana non la pensa così. L’ho percepito qui a Davos. E, alla fine, lo stesso Trump ha fatto una piccola apertura che finora non s’era vista, riconoscendo che forse c’è una crisi climatica. Capisce che anche i suoi elettori vedono la sfida”.

Senza America il Green Deal non ha senso. Come pensate di convincerli?
“Noi siamo la prima economia del mondo, loro la seconda, poi c’è la Cina. Se mostriamo la strada giusta sono certo gli altri seguiranno”.

Il fronte europeo è molto eterogeneo. È un problema.
“È necessario essere solidali. In tutta Europa l’adattamento dell’efficienza energetica nelle case è una sfida e un’opportunità. Dobbiamo dire ai cittadini: la tua casa ha bisogno di efficientamento energetico, per esempio di mettere pannelli solari; visto che hanno un costo elevato, noi mettiamo le aziende che li producono nelle condizioni di avere dei prestiti Bei e ai cittadini di pagarli nel tempo sulle loro bollette”.

Volete che il Green Deal entro direttamente nelle case dei singoli cittadini?
“Esatto. Il Green Deal sarà un successo se tutti percepiranno un cambiamento positivo per le case e il lavoro, vedranno che aiuta a ridurre le bollette e valorizza gli alloggi. Ma offre anche nuove competenze ai lavoratori che temono di non avere più possibilità nel loro settore”.

India, la catena umana più lunga del mondo contro i cambiamenti climatici VIDEO

Come?
“Per esempio, lasciare per un anno il lavoro senza perdere lo stipendio e tornare con nuove competenze”.

Per contare su scala globale, l’Europa deve fare un salto e diventare una potenza geopolitica. Come si fa?

“L’unica ragione per cui non siamo attore di primo piano è che non siamo uniti. Quando capita, risultiamo imbattibili. È per questo che non riesco a capire perché abbiamo lasciato fare la Russia e la Turchia in Libia,che è vicinissima alle nostre coste. Loro giocando gli uni contro gli altri, il che non aiuta la Libia. Se vogliamo trovare una soluzione, anche per la sfida migratoria, dobbiamo conoscere un Paese in cui Gheddafi ha distrutto lo Stato. E, lo dico con prudenza e umiltà, c’è un solo attore in Europa che ha una conoscenza profonda della Libia: l’Italia. Dobbiamo assicurare che Francia e Italia abbiano una visione complementare che consenta all’Europa di muoversi all’unisono. Lo dico con ottimismo perché le cose vanno adesso in questo senso”.

Il vicepresidente Usa Pence è in Italia, anche per la Web Tax. Cosa si può fare dopo l’intesa Francia-Usa?
“Durante la mia campagna elettorale, ho visto un tema che interessa molto i cittadini: chi fa profitti in Europa deve pagare le tasse in Europa. Si tratta di una logica che applichiamo al negoziante all’angolo, perché non a Facebook e Google? L’ho detto ai loro dirigenti: “Quando pagherete le tasse?”. Dicono che loro danno molto alla società, ma quello lo fa anche il barbiere e lui paga le tasse. Facciano il loro mestiere e paghino le tasse. Come tutti”.

La Web Tax è arbitraria, accusa Washington.

“Non capisco perché sono tanto arrabbiati. Da loro Google e gli altri versano le imposte. Perché da noi no?”.
Un anno fa a Davos l’Italia gialloverde era un vigilato speciale. Ora com’è andata?

“L’Europa non funziona se non c’è un’Italia attiva, consapevole del suo ruolo. La tattica Salvini di dire “ho ragione io e gli altri hanno tutti torto” a che serve? Forse i suoi elettori si sentono bene perché lui dice qualcosa di forte, ma l’Italia dov’è? Un anno fa gli altri Paesi guardavano l’Italia con curiosità per capire cosa stesse succedendo, ma finiva lì. Quest’anno la situazione è radicalmente diversa. Ci si chiede come trovare soluzioni insieme, sulle migrazioni o sull’economia”.

BlackRock, la lettera di Larry Fink: “Il rischio climatico è il rischio di investimento”

O l’Europa o nulla?

Non possiamo permetterci il lusso di stare da soli. Lo vediamo con Trump e Putin. Stanno
aspettando che i Paesi europei si isolino per attrarli con le loro offerte, che non sono innocenti. Putin vuole spaccare l’Ue per ragioni geopolitiche, Trump per motivi economici: ha capito che uniti siamo troppo forte per lui”.

Temete ancora il rischio di un ritorno del salvinismo?
“Questo fa parte delle società europee. Questi movimenti hanno un loro posto, negarlo non è intelligente. Tanti di questi cittadini prima erano dei nostri; dobbiamo capire e spiegare perché ci hanno abbandonati, vedere come possiamo convincerli a tornare. Anche chi oggi ci attacca con ferocia non va abbandonato. La democrazia è non è ‘chi vince si prende tutto, dall’informazione alla giustizia’. È un’interpretazione dittatoriale. La democrazia è prendere in considerazione anche le minoranze e proteggerle. La risposta non può essere: “Chi vota Salvini è cattivo e non gli parlo”. Così si finisce per fare il loro gioco”.

(Visited 21 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago