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Europa, primi problemi per von der Leyen: salta l’intesa sul Green Deal

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Il nuovo piano finanziario presentato dal Commissario Europeo von der Leyen non ha ottenuto l’appoggio unanime del parlamento. Contrasti soprattutto sull’energia nucleare da parte di Francia e Est Europa.

Non è stata sicuramente una grande partenza quella del nuovo piano finanziario europeo, quel Green Deal da cui si sta parlando ormai dall’insediamento del nuovo Commissario europeo Ursula von der Leyen.

Da mesi infatti i governi e le istituzioni europee stanno lavorando per definire una lista di settori «green», una sorta di classificazione per il settore finanziario in modo da favorire investimenti veramente eco-sostenibili.

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Nei giorni scorsi i negoziatori del Consiglio Ue e dell’Europarlamento hanno finalmente trovato un accordo, ma ieri mattina alcuni governi hanno fatto saltare l’intesa.

A bloccare il tutto c’è stata un’inedita alleanza tra i Paesi dell’Est (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Romania e Bulgaria), il Regno Unito e soprattutto la Francia. Parigi è stata l’ago della bilancia, visto che è stato proprio il «no» francese ad  aver fatto venire meno la maggioranza necessaria.

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Il vero nodo della questione è il nucleare. L’intesa raggiunta tra le istituzioni Ue di fatto lo escluderebbe dalla lista dei settori «green», disincentivandone di conseguenza gli investimenti. «Ma il nucleare – sostengono fonti francesi – aiuta a ridurre le emissioni di anidride carbonica»

La questione è certamente controversa. In teoria il compromesso raggiunto con l’Europarlamento sulla cosiddetta «tassonomia» non esclude in modo esplicito il nucleare e dalla lista dei settori «green», ma fissa parametri e condizioni particolarmente restrittivi che di fatto non consentono di considerarlo come eco-sostenibile. E dunque ne mettono a rischio i finanziamenti, tagliando fuori il settore dall’emissione di «green bond».

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In difesa della posizione franco-britannica si è speso apertamente il premier ceco Andrej Babis.

«L’Ue deve riconoscere il nucleare come fonte a emissioni zero – ha detto ieri il capo del governo di Praga -. Alcuni Stati sono ancora contrari e dobbiamo convincerli. Senza nucleare non possiamo raggiungere la neutralità climatica».

La Repubblica Ceca – insieme con Polonia e Ungheria – è uno dei Paesi che più frena sulla necessità di fissare al 2050 l’obiettivo zero-emissioni, che Ursula von der Leyen vuole adottare attraverso una legge europea. Il tema sarà al centro delle discussioni di questi giorni al Consiglio europeo, ma l’esito è tutt’altro che scontato.

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