Home Attualità Etna, i vulcanologi: “Nessun rischio di nuove eruzioni”

Etna, i vulcanologi: “Nessun rischio di nuove eruzioni”

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La Protezione civile ha alzato il livello di allerta, ma per gli esperti la situazione è sotto controllo: “Allarme rientrato dopo due ore, c’è stato un grave problema di comunicazione”. 

L’Etna sta tornando in attività? Dopo l’eruzione nella notte tra domenica e lunedì scorsi, che ha causato parecchi disagi a tutta la provincia di Catania, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha rilevato, sin dal pomeriggio di ieri, un aumento del tremore vulcanico. Anche per questo, la Protezione civile ha innalzato l’allerta, trasformandola nel livello successivo, quello di preallarme. Un’allerta che è rientrata in poco tempo, come precisa anche l’Ingv, ma che per un problema di comunicazione ha preoccupato non poco la popolazione. Ecco cosa è successo.

Etna di nuovo in attività?

L’ampiezza media del tremore vulcanico, fa sapere l’Osservatorio etneo dell’Ingv, fino alle 15 di ieri era stata caratterizzata da ampie oscillazioni, ma sempre nell’intervallo dei valori medi. Da ieri pomeriggio, invece, le oscillazioni sono diventate ancora più ampie e in alcuni brevi momenti l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto l’intervallo dei valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore vulcanico hanno interessato gran parte dell’area sommitale, dal cratere Sud-Est all’area ad Est dei crateri centrali.

Le informazioni dell’Ingv

Le profondità interessate, spiega ancora l’Ingv, ricoprono un ampio intervallo crostale (compreso tra 1.700 e 2.900 metri di quota). Dalle 17 di ieri è ripresa anche l’attività infrasonica, con periodi più o meno intensi di tremore. Le sorgenti sono principalmente ubicate in corrispondenza del cratere Bocca Nuova. I segnali delle reti di deformazione non mostrano variazioni significative.

L’allerta sale a preallarme

Sulla base delle nuove informazioni diffuse dall’Ingv, la Protezione civile della Sicilia ha innalzato l’allerta da ‘attenzione’ a ‘preallarme’: una soglia che indica l’alta probabilità di un accadimento imminente. Questo fa sì che vengano attivate tutte le procedure di sicurezza per il rischio vulcanico, che spettano in maggior parte a Comuni e altri enti locali. In particolare, i protocolli prevedono che vengano interdette le aree interessate, che l’evoluzione del fenomeno venga costantemente seguita, che vengano attivati i Centri operativi comunali (Coc) e le sezioni locali della Protezione civile.

Allerta gialla per l’aeroporto

Per quanto riguarda l’aviazione civile, il bollettino di allerta è passato da verde a giallo. L’aeroporto internazionale di Catania resta regolarmente operativo, anche se sul sito internet dello scalo di Fontanarossa al momento risulta impossibile caricare la lista dei voli.

Etna, le rassicurazioni degli esperti

Nonostante l’innalzamento del livello di allerta, i vulcanologi rassicurano sui rischi immediati di nuove eruzioni. “Le anomalie osservate dal sistema sono rientrate dopo due ore, così come l’allerta diramata dalla Protezione civile. C’è stato solo un grande problema di comunicazione” – ha spiegato a Fanpage.it Stefano Branca, direttore dell’Osservatorio etneo – “La comunicazione non funziona, chiaramente non da parte nostra, ma da altri enti preposti. Si è creato un caso sul nulla“.