Si chiama Aquaseek ed è una tecnologia sviluppata dal Politecnico di Torino e l’Università di Princeton che porterà l’acqua nel deserto estraendola dall’aria. 

L’obiettivo è portare l’acqua lì dove – per ragioni climatiche o geografiche – è difficile trovarla. Il modo è estrarla dall’aria trasformando il vapore in acqua già pronta per essere bevuta. 

È questa l’idea alla base del brevetto sviluppato da Aquaseek, una startup italo-americana che ha produce l’omonimo sistema che si candida ad aiutare le popolazioni più colpite da “ondate” di siccità sempre più comuni a causa della crisi climatica.

La tecnologia è stata sviluppata da una squadra di ricercatori del Politecnico di Torino e della Princeton University.

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Aquaseek, la tecnologia che trasforma il vapore in acqua anche in climi molto secchi

Ruggero Colombari, co-fondatore della startup nata nel 2021, ha spiegato che “la tecnologia è composta da un biopolimero, che grazie alla sua porosità consente di trattenere oltre un chilo di acqua per chilo di materiale anche in climi molto aridi, con umidità molto bassa, come il deserto, mentre l’altro brevetto  riguarda il ciclo termodinamico che consente di estrarre l’acqua a temperature basse o comunque ambientali, fattore che riduce di molto il consumo energetico”.

Dunque, l’acqua prodotta in questo modo è già pronto all’uso perché esce già distillata e pura. Insomma, può essere anche resa potabile e messa a disposizione delle popolazioni colpite dalla carenza di acqua da bere.

Non si tratta del primo dispositivo della storia che intende trasformare il vapore acqueo in acqua vera e propria. Ma la novità qui sta nella possibilità di utilizzarlo in ambienti molto secchi e con un dispendio energetico assai minore rispetto al passato.

“I campi di applicazione che stiamo studiando – racconta Colombari – sono diversi, sicuramente l’idea principale è quella di portare l’acqua nelle zone più aride, dove altre tecnologie non funzionerebbero, ma anche di poterla usare per attività agricole o industriali, perché la tecnologia è scalabile su volumi di produzioni più grandi”.

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