Erosione costiera, allarme Ispra. Ma ci sono 16 Comuni virtuosi

In meno di 15 anni, quasi il 10% dei Comuni costieri italiani ha visto arretrare la costa per metà del proprio tratto di competenza.

È ancora allarme per l’erosione costiera in Italia. A lanciarlo è l’Ispra, che segnala come, tra i 644 Comuni costieri del nostro Paese, 54 hanno visto arretrare fino alla metà l’intero tratto di costa. Di questi, 22 hanno visto un’erosione costiera compresa tra il 50 e il 60%, 16 tra il 60 e il 70%, otto tra il 70 e l’80% e sette tra l’80 e il 90%.

I dati, visti così, non sembrerebbero così preoccupanti. In realtà, come sottolinea l’Ispra, il tratto di costa per ciascun Comune in molti casi comprende anche territori non propriamente costieri che non possono andare in erosione, come rocce, foci fluviali e opere antropiche. E tutto questo, al netto delle opere di difesa costiera e dei ripascimenti. Un altro chiarissimo esempio dell’impatto dell’uomo, per quanto riguarda il cambiamento climatico ma anche l’artificializzazione delle spiagge e il consumo di suolo.

I dati pubblicati dall’Ispra sono completi anche di un’analisi spaziale rispetto al periodo 2006-2020. Una situazione preoccupante, mostrata anche graficamente, riguarda la zona Sud di Fregene, frazione di Fiumicino, in provincia di Roma. Le immagini satellitare mostrano un netto arretramento di costa in appena 20 anni. La maglia nera, però, va a Rotondella (Matera), dove l’erosione costiera ha interessato il 100% dell’intero tratto situato in territorio comunale.

Ci sono però anche delle piccole, buone notizie. In 16 diversi Comuni ci sono tratti di costa in avanzamento di lunghezza superiore all’80% della costa di competenza. Si tratta di Altidona, Campofilone e Numana nelle Marche; Camaiore, Pietrasanta e Viareggio in Toscana; Camporosso in Liguria; Curinga, Grisolia, Montebello Jonico, Satriano e Stilo in Calabria; Mondragone in Campania; Porto Viro in Veneto; Sant’Alessio Siculo e Villafranca Tirrena in Sicilia.