Politica

ERDOGAN A ROMA, SCONTRI AL SIT-IN DI PROTESTA

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Erdogan a Roma, scontri al sit-in di protesta. Una Roma blindata per la visita del presidente turco Erdogan.

Imponenti le misure di sicurezza. Aree off limits, bonifiche a tappeto, reparti speciali in campo per garantire la sicurezza.

Una trentina di auto ed un minivan compongono il corteo che ha accompagnato il leader turco verso il Vaticano per la prima visita di un capo di stato di Ankara da 59 anni.

“Vedo questa visita come un’opportunità significativa di attirare l’attenzione sui valori umani comuni, l’amicizia e i messaggi di pace”, aveva detto Erdogan prima di imbarcarsi ieri sera da Istanbul per Roma.

Con il Papa, il leader turco ha discusso delle “relazioni bilaterali tra la Santa Sede e la Turchia, si è parlato della situazione del Paese, della condizione della Comunità cattolica, dell’impegno di accoglienza dei numerosi profughi e delle sfide ad esso collegate”.

Dopo l’udienza, durata 54 minuti, il consueto scambio dei doni.

Il presidente turco ha portato al Papa un grande quadro di ceramica raffigurante una panoramica
di Istanbul, 4 libri in italiano di Rumi Mevlana e due libri sulla storia di Rumi.
Papa Francesco ha ricambiato con un grande medaglione raffigurante un angelo.

“Questo è l’angelo della pace che strangola il demone della guerra” – ha detto Papa Francesco – “E’ il simbolo di un mondo basato sulla pace e sulla giustizia”.

Durante i saluti di commiato, rispondendo al Papa e al suo invito di pregare per lui, Erdogan ha affermato “Anche noi aspettiamo una preghiera da Lei”.

Nel pomeriggio, l’incontro con il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Sul tavolo, l’immigrazione clandestina, l’industria della difesa e l’adesione di Ankara all’Unione europea.

Con l’Italia i nostri rapporti sono eccellenti” – ha detto Erdogan – “lavoriamo insieme per la pace e la stabilità del Mediterraneo e siamo alleati in ambito NATO”.

Nel tardo pomeriggio invece, incontri d’affari con i grandi gruppi italiani.

Leonardo, Pirelli, Snam, Ferrero, Astaldi.

Nessun incontro invece con la stampa italiana.

Ma la visita di stato turca, ha suscitato molte proteste.

Nei giardini di Castel Sant’Angelo, la manifestazione contro la visita del presidente turco a Roma. Tra gli striscioni esposti “Stato turco assassino“, “Boia Erdogan! Giu’ le mani dal Kurdistan“, “Erdogan= Turchia autostrada per i terroristi”.
Momenti di tensione, al termine del sit-in indetto dalla Rete Kurdistan Italia, quando un gruppo di partecipanti ha cercato di partire con un corteo non autorizzato verso San Pietro. Subito fermati dalla polizia.

Mi vergogno che l’Italia ospiti il rappresentante di un regime estremista sanguinario, di un Paese islamico nei fatti, dove la religione comanda sulla legge. La Turchia in Ue sarebbe il disastro” – ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini.

No alla Turchia in Europa. No all’islamizzazione dell’Europa: consegniamo noi al presidente turco Erdogan questo messaggio del popolo italiano, visto che il Governo di sinistra non lo fara'” – scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidato premier Giorgia Meloni.

“La Turchia non può entrare in UE per inaccettabili violazioni diritti umani, sociali e politici lì e per devastante impatto che avrebbe su diritti sociali qui. Con mercato unico e allargamento UE a 28, lavoratori sono già stati colpiti” – scrive in un tweet Stefano Fassina di Liberi e Uguali.

Intanto, il portavoce della Commissione Ue, Alexander Winterstein, ha annunciato che nel processo di adesione all’Unione Europea, “la Turchia si sta muovendo nella direzione opposta“, soprattutto all’indomani della richiesta del presidente turco di rimuovere gli ostacoli all’ingresso di Ankara in occasione della sua visita a Roma.

“Per ballare il tango bisogna essere in due”, ha spiegato il portavoce.

Ostilità anche con Olanda.

“L’Olanda e la Turchia hanno avuto nell’ultimo periodo colloqui a vari livelli. Fino a questo momento, questi colloqui non hanno offerto una prospettiva di normalizzazione delle relazioni bilaterali. Di conseguenza il governo olandese ha deciso di ritirare il proprio ambasciatore ad Ankara, che non ha avuto accesso in Turchia da marzo 2017″ – annuncia una nota del ministero degli Esteri dell’Aja.

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