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C’è ancora molta discrepanza tra casi segnalati e accertati. Smentite le ipotesi del vaccino Covid o di un adenovirus.

Epatite nei bambini, crescono i casi in tutto il mondo (anche se con ritmi diversi per singolo Paese). Sono 190 i casi accertati a livello globale, con diversi ricoveri anche in Italia (anche se con un’incidenza minore rispetto ad altri Paesi, come il Regno Unito, dove ne sono stati individuati ben 114). Resta il giallo sulle cause della malattia, che colpisce piccoli pazienti in età pediatrica. C’è anche una certa discrepanza tra le varie segnalazioni delle autorità sanitarie e i casi poi effettivamente accertati, mentre i massimi esperti globale cercano di capire cosa abbia scaturito i casi di epatite grave pediatrica.

Epatite nei bambini, i sintomi

I sintomi più comuni di questa epatite pediatrica di origine sconosciuta possono essere vomito, febbre, dolori addominali o occhi giallini. Le autorità e gli esperti sanitari raccomandano comunque di consultare il pediatra per capire se ci si trova di fronte ad un ‘normale’ disturbo gastrointestinale o se vanno adottate misure più specifiche.

Epatite nei bambini, l’Ecdc: “Impatto grave”

L’unica cosa che possiamo dire al momento è che l’impatto è grave, visto il numero di bambini che sviluppano malattia severa e che alcuni di questi hanno bisogno del trapianto di fegato” – spiega Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) – “Giovedì pubblicheremo una valutazione del rischio che riassumerà tutto ciò che sappiamo. Ci sono indagini e ricerche in corso, con molte incognite, ma il documento sarà aggiornato periodicamente con le informazioni che arrivano“.

Epatite nei bambini, giallo sulle cause

Intanto, si cerca anche di capire cosa abbia scatenato questa epatite acuta pediatrica e assolutamente sconosciuta. Fino a pochi giorni fa erano state avanzate due ipotesi: una correlazione con il vaccino anti-Covid e un adenovirus sconosciuto. La prima ipotesi è stata poi scartata, dal momento che la maggior parte dei pazienti colpiti non era in età vaccinabile. Per l’Istituto Superiore di Sanità è improbabile anche l’ipotesi dell’adenovirus: “Normalmente non è associato a malattie epatiche, inoltre quello contenuto nei vaccini a vettore adenovirale è geneticamente modificato in modo da non replicarsi nelle cellule dell’organismo“.

Epatite nei bambini: “Forse un nuovo virus”

Ad avanzare la possibilità che ci si trovi di fronte ad un nuovo virus sconosciuto è Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. “Non possiamo escluderlo ma le segnalazioni sono relativamente poche, non creiamo panico immotivato nella popolazione. Aspettiamo i risultati della scienza, servirà tempo e lavoro” – spiega il professor Andreoni – “Possiamo escludere l’origine alimentare perché i casi sono sparsi nel mondo, mentre i casi sono troppi per pensare ad un’origine autoimmune. Rimane l’origine infettiva ma va dimostrata“.

Epatite nei bambini, l’altra ipotesi sulle cause

C’è poi un’altra ipotesi, avanzata dall’immunologo Mauro Minelli: l’epatite acuta infantile potrebbe colpire bambini particolarmente predisposti per le loro condizioni immunologiche o nati prematuri. “Aspettiamo di verificare dati oggettivi e dimostrabili come le caratteristiche dei bambini colpiti. Potremmo essere di fronte ad un caso simile a quello dell’epidemia di polmoniti della prima infanzia avvenuta nello scorso autunno” – ha spiegato l’immunologo all’AdnKronos – “Con lockdown e misure di protezione sembravano spariti tutti i virus, ma temevamo che le bronchioliti sarebbero ricomparse con gli allentamenti delle restrizioni. Altri virus potrebbero aver approfittato di una condizione in cui la limitazione della circolazione di agenti infettanti ha ridotto, specialmente nei bambini, la risposta anticorpale nei confronti di vari patogeni“.

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