Il presidente dell’Associazione nazionale energia del vento ha risposto agli attacchi reiterati da parte di Vittorio Sgarbi nei confronti del settore dell’energia eolica. 

Se le pale eoliche hanno un nemico a livello governativo, di sicuro questo è Vittorio Sgarbi. Il sottosegretario alla cultura del governo Meloni si è più volte speso contro l’installazione di grandi impianti eolici in Italia. Perché questi impianti, ha più volte affermato il sottosegretario Sgarbi, deturpano il paesaggio.

Un’accusa che l’Anev, l’Associazione nazionale energia del vento, respinge al mittente.

“Noi come associazione da sempre cerchiamo di diffondere una cultura corretta delle rinnovabili e dell’eolico – ha detto a TeleAmbiente il presidente di Anev Simone Tognie la prima reazione rispetto a questi attacchi gratuiti e scomposti è stata quella di censurare le similitudini del tutto inadeguate a un rappresentante delle istituzioni”. 

Il riferimento è alla dichiarazione di Vittorio Sgarbi in cui paragonava l’installazione di pale eoliche allo stupro di bambini. 

Entrando nel merito, rispetto alle dichiarazioni di Sgarbi che ha detto di voler studiare i dossier con lo scopo di impedire ovunque l’installazione di pale eoliche, il presidente Togni ha risposto: “Io spero che finalmente li studi i dossier perché da anni attacca l’eolico su dati non basati su elementi certi”. 

Un esempio, secondo Togni, è il paragone fatto da Sgarbi sulla Puglia e il Piemonte sottolineando il numero enorme di pale presenti nella prima regione rispetto alla seconda. “Questo denota un’ignoranza molto grave”, ha detto Togni. “La differenza di impianti realizzati in Puglia rispetto al Piemonte deriva esclusivamente dal fatto che, come chiunque si affacci a questo settore sa, in Puglia c’è vento e in Piemonte no”. 

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