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RINASCE L’ENOTECA REGIONALE, IL FRASCATI SUPERIORE DOCG AMBASCIATORE DI UN TERRITORIO

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Rinasce l’enoteca regionale, il Frascati Superiore DOCG ambasciatore di un territorio. Prodotto con uvaggi locali, coltivati su terreni vulcanici. Da sempre il vino di Roma, spesso trascurato a livello nazionale, ma apprezzatissimo nei ristoranti esteri.

È il vino Frascati, ambasciatore di un territorio ricco di bellezza, storia e cultura.

Protagonista anche al Vinitaly di Verona all’interno del Padiglione della Regione Lazio, con l’iniziativa : “Frascati Superiore DOCG, ambasciatore di un territorio”.

Il rilancio del vino Frascati passa oggi per l’enoteca regionale di via Frattina a Roma, Vyta, dove imprese e istituzioni hanno dato prova di far squadra promuovendo il territorio dei Castelli Romani e il re dei suoi frutti agricoli. Una casa del vino e dell’agricoltura così di successo che presto sarà clonata, come annunciato dal sindaco di Frascati Roberto Mastrosanti, in uno spazio del mercato coperto della cittadina castellana.

La qualità dei vini delle aziende aderenti al Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati, sempre più accreditata dai giornalisti del settore, ha messo curiosità tra gli appassionati e gli addetti della ristorazione e del commercio, stimolando un maggiore impegno anche da parte delle istituzioni che non hanno mai mancano di far sentire la loro presenza nella valorizzazione dell’immagine del vino Frascati.

I recenti dati del Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati sugli imbottigliamenti del Frascati Superiore Docg e del Frascati Superiore Riserva Docg relativamente all’annata 2016 – quella che sui mercati in questi giorni passa il testimone all’annata 2017- sono stati incoraggianti e hanno evidenziato un buon incremento dell’attività dei produttori di vino dei Castelli Romani con numeri importanti se si pensa che la Docg Frascati Superiore ha iniziato a muovere i suoi primi passi solo con la vendemmia 2011 -a novembre di quell’anno ne fu approvato il disciplinare di produzione con un numero di bottiglie limitato e la prima vendemmia utile fu quindi la 2012.

Il dato rilevante è la progressione nel tempo dell’imbottigliato del Frascati Superiore Docg, che con l’annata 2016 ha superato il milione di bottiglie (1.021.000 circa), prodotto in quasi tutte le cantine; infatti si era a 757.000 bottiglie nel 2015, a 725.000 nel 2014, a 666.000 nel 2013 e si era solo a 16.500 bottiglie nel 2012, appena dopo la concessione della Docg.

Il Frascati Superiore Docg deve rispettare in vigna condizioni più restrittive rispetto al Frascati Doc: il vino deve nascere in vigneti con una quantità di viti di almeno 3mila ceppi per ettaro, i vigneti devono essere a filare, la varietà devono essere quelle di zona con almeno il 70% di Malvasia, con particolare riferimento alle Malvasie del Lazio 0 “puntinata” e alla Malvasia di Candia. Si punta, nella maggior parte dei casi sulla Malvasia puntinata, che è un vitigno autoctono: l’altro 30% comprende vitigni come il Trebbiano toscano, il Trebbiano giallo, il Bombino bianco e il Bellone. Nel 2016 siamo arrivati a quasi 8mila ettolitri imbottigliati e il primo trimestre del 2017 ha evidenziato un incremento del 40% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Grazie alle punte qualitative messe in campo da alcuni produttori illuminati, storici del territorio e non, la percezione del Frascati Superiore Docg, anche e spesso con la tipologia Riserva, sta gradualmente cambiando in meglio, trainandosi il Frascati Doc e il Cannellino di Frascati Docg.

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