Eni, nuovo blitz di Greenpeace nel giorno dell’assemblea dei soci. Gli attivisti dell’associazione ambientalista hanno infatti scalato un palazzo di fronte alla sede per esporre un gigantesco striscione.

La protesta di Greenpeace contro il greenwashing di Eni non si ferma. Dopo l’azione di ieri, questa mattina a Roma, nel giorno dell’assemblea dei soci, gli attivisti hanno scalato un palazzo di fronte al quartier generale del colosso petrolifero. Sospesi a 50 metri di altezza, gli attivisti hanno esposto un gigantesco striscione con il messaggio “Eni killer del clima” e la testa del cane a sei zampe, simbolo storico dell’azienda, che brucia la Terra.

 

Per tutta la giornata di ieri e la scorsa notte, nonostante sole, umidità e pioggia, gli attivisti di Greenpeace erano rimasti sull’iceberg galleggiante posizionato nel laghetto dell’Eur, per chiedere a Eni un cambiamento drastico nella politica energetica dell’azienda. Oggi arriva la nuova protesta, ancora più di impatto. “Abbiamo scalato la facciata di un edificio di fronte alla sede di Eni per contestare l’impegno dell’azienda contro i cambiamenti climatici, che è appunto solo di facciata. Tanti obiettivi di lungo periodo, mentre nei prossimi quattro anni Eni ha addirittura in programma di aumentare le estrazioni di gas e petrolio” – spiega Alessandro Gianni di Greenpeace Italia – “Il tutto condito da “false soluzioni” per compensare le emissioni, come la cattura e lo stoccaggio della CO2 (CCS) o i progetti di conservazione delle foreste nell’ambito del sistema REDD+, che servono solo come alibi per continuare a bruciare gas fossile e petrolio. Adesso basta, non è questa la transizione ecologica che ci aspettiamo”.

Roma, blitz di Greenpeace sotto la sede Eni: un iceberg al laghetto dell’Eur

La protesta non si ferma qui. Proprio in questi minuti, mentre è in corso l’assemblea dei soci di Eni, davanti alla stazione di Eur Fermi si sta tenendo un presidio organizzato da Fridays for Future, Extinction Rebellion Italia, Rise Up 4 Climate Justice e NoalCCS – Il futuro non si sTocca. Altre manifestazioni autorizzate sono previste in varie città italiane, per protestare contro il greenwashing di Eni e chiedere all’azienda di puntare davvero sulle rinnovabili per contrastare la crisi climatica.

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