L’idea è venuta all’ingegnere Maurizio Ascani ed è stata sviluppata dalla TurboAlgor. Il Ceo a TeleAmbiente: “Recuperiamo l’energia dispersa per immettere meno CO2 nell’ambiente”

Per consumare meno energia elettrica e dunque per inquinare di meno, una startup italiana ha sviluppato una tecnologia innovativa che consiste nel mettere un motore turbo, come quello delle auto, negli impianti di refrigerazione.

L’idea è venuta a Maurizio Ascani, ingegnere con un passato nell’automotive, ed è stata sviluppata dall’azienda umbro-napoletana TurboAlgor, uno spin off del gruppo Angelantoni.

“Fino a una decina di anni fa nessuno si era mai preoccupato dei consumi in termini energetici delle macchine per fare il freddo – ha spiegato a TeleAmbiente il Ceo di TurboAlgor Mauro Margherita -. Quindi per molto tempo nessuno si era occupato neanche dell’impatto sull’ambiente. Poi quando la questione ambientale è diventata importante è diventato fondamentale fare freddo ma in maniera efficiente”.

La catena del freddo è responsabile del 17% dei consumi energetici del Pianeta. Diventa subito chiara, dunque, la necessità di individuare soluzioni che vadano ad abbattere questi consumi.

“La nostra soluzione – spiega Margerita – rende gli impianti di refrigerazione più efficienti. Lo facciamo attraverso una sorta di ciclo termodinamico. Quando un fluido viene compresso riceve dell’energia che serve per fare freddo. Una parte di questa energia viene dispersa. Noi, in pratica, andiamo a recuperare una parte di questa energia dispersa”. 

Al di là dei tecnicismi, i risultati registrano un incremento della potenza frigorifera fino al 56% dell’impianto e una riduzione dei consumi fino al 23%. 

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Grazie ai risultati prodotti l’azienda ha ottenuto da Intesa Sanpaolo un finanziamento di circa 2,5 milioni di euro che servirà produrre e commercializzare i suoi prodotti, raggiungendo a fine 2022 il punto di pareggio tra costi e ricavi.

“È un risultato importante di tutto il team di TurboAlgor – dice a TeleAmbiente il Ceo Mauro Margherita -.Nonostante siamo una piccola squadra composta da sole 11 persone, metà uomini e metà donne, quasi tutti ingegneri, ci occupiamo di ogni aspetto della vita della start up”.

Il prossimo obiettivo dell’azienda guidata da Margerita, ora, è l’internazionalizzazione. Così che la nuova tecnologia sviluppata da TurboAlgor possa arrivare ovunque nel mondo.

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