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Energia, la burocrazia in Italia fa fallire il solare termodinamico

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Energia.  Mentre a Strasburgo, dopo il via libera della Commissione europea, prende forma il Green New Deal, l’ambizioso piano per rendere il Vecchio continente carbon-neutral entro il 2050, in Italia il solare termodinamico fallisce.

Nei giorni scorsi, l’associazione imprenditoriale di categoria, Anest, si è riunita in assemblea e ha deliberato lo scioglimento.

Finora, in Italia sono stati spesi (dove? Come?) circa 300 milioni di euro di investimenti privati per realizzare 14 grandi centrali solari termiche a concentrazione (che producono energia concentrando con specchi l’energia del sole).

Il problema però è che di queste 14 grandi centrali, nessuna – per fare un gioco di parole – ha visto la luce del sole.

Stiamo perdendo un’occasione d’oro, dicendo addio al solare termodinamico. Il Green deal non può essere soltanto una dichiarazione di intenti. Intervenga il governo perché l’Italia non può permettersi di perdere questa opportunità” – ha commentato la deputata di LeU Rossella Muroni, annunciando la sua interrogazione sul solare termodinamico, un’invenzione italiana già sfruttata all’estero.

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“Mi appello al premier Conte e al ministro Patuanelli – ha poi aggiunto – perché non possiamo permetterci di perdere il treno del solare termodinamico; serve un intervento urgente del governo per sbloccare uno dei settori più importanti delle fonti pulite. Ed è questo che sollecito con l’interrogazione”.

“Parliamo di una tecnologia pulita, efficiente e promettente – ha sottolineato Muroni – il solare termodinamico a concentrazione è un’invenzione italiana che all’estero sfruttano, mentre da noi l’azienda che ha industrializzato il brevetto e’ pronta a traslocare in Cina“.

Alla base, “un mix micidiale fatto di eccesso di burocrazia, norme vecchie che stentano ad adeguarsi alle tecnologie in evoluzione, politica inadeguata e alla ricerca del consenso facile che ha rinunciato a mediare tra interessi diversi, comitati che si oppongono a tutto, a prescindere”.

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“Il Green deal non può essere solo una dichiarazione di intenti – ha concluso Muroni – così come il contrasto alla crisi climatica ha bisogno di azioni concrete. Invece nel nostro Paese si parla molto e di azioni se ne vedono ben poche. Siamo ancora in attesa del decreto che dovrebbe incentivare le rinnovabili più innovative, mentre la versione definitiva del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima è per diversi aspetti peggiore rispetto alla bozza precedente”.

Cos’è il solare termodinamico:

Il solare termodinamico, conosciuto anche come centrale solare a concentrazione o centrale solare termoelettrica, è un tipo di centrale elettrica che sfrutta come fonte energetica primaria la radiazione solare, accumulandola sotto forma di calore per mezzo di tecniche di concentrazione solare, per convertirla, tramite una turbina a vapore, ottenendo una produzione di energia elettrica.

Sviluppata in Italia dall’Enea a partire dal 2000 con il progetto Archimede, guidato dal premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, questa tecnologia usa gli specchi per concentrare in un punto solo il calore del sole, e sfruttarne l’energia.

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Nel nostro Paese, sono già stati autorizzati, senza andare in porto, decine di progetti per centinaia di megawatt, ma effettivamente sono stati installati impianti solari termodinamici sperimentali per appena 5,35 megawatt.

Perché questo settore è morto? Cosa manca?

Ma se da una parte il Governo è fiero del suo Pniec, Piano integrato energia e clima, che ha come obiettivo la riduzione del 55% delle emissioni di CO2 dell’Italia entro 10 anni, dall’altra , manca appello il decreto Fer2, ovvero il sistema di incentivazione di queste tecnologie sperimentali.

 

 

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