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Energia, si torna a parlare di “Nucleare Pulito”: polemiche e dubbi sul nuovo progetto Eni

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Eni ha testato il primo reattore a fusione a confinamento magnetico, citato da più parti come “nucleare pulito”. Nonostante le voci soddisfatte di Eni e sussidiate, resta il dubbio sulla possibilità di considerare ancora il nucleare un’alternativa valida ai combustibili fossili.


Si torna a parlare di energia nucleare in Italia. Dopo l’apprezzamento dimostrato dal Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani adesso è Eni, per voce del suo amministratore delegato Claudio Descalzi, a sostenere la candidatura del nucleare come possibile alternativa ai combustibili fossili.

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L’occasione è stata data dal primo test mondiale di quello che è stato chiamato dai media come “nucleare pulito”, quasi a distaccarsi dalla fissione nucleare “classica”, considerata a questo punto “sporca” o poco sicura.

 


Si tratta di un processo di fusione a confinamento magnetico, testato per la prima volta da CFS (Commonwealth Fusion Systems), azienda di cui Eni è azionista di maggioranza.

L’energia viene ottenuta tramite un magnete con tecnologia superconduttiva Hts, creando le condizioni per confinare il plasma neireattori che saranno costruiti per produrre energia. Si tratta però di solo il primo passo, avvertono dal CFS: il primo impianto sperimentale vedrà la luce solo nel 2025, mentre la tecnologia sarà disponibile non prima del 2031.

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“Si tratta dello stesso processo che sta alla base della generazione di energia nel sole e nelle stelle”, dicono entusiasti scienziati e finanziatori del progetto.

“Per Eni la fusione a confinamento magnetico occupa un ruolo centrale nella ricerca tecnologica finalizzata al percorso di decarbonizzazione – secondo l’AD di Eni Claudio Descalzi -in quanto potrà consentire di disporre di grandi quantità di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile e senza emissione di gas serra, cambiando il paradigma della generazione di energia.”

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I dubbi però restano. A destare qualche sospetto a questo punto è l’appoggio all’energia nucleare dato dal ministro Cingolani, ministro a capo di quella “transizione ecologica” che dovrebbe portare l’Italia in teoria fuori dalla schiavitù dei fossili e verso energie più pulite, come l’eolica e l’energia solare.

Molti pensano che l’annuncio di Eni possa essere un tentativo di restare aggrappati alla transizione sfruttando però un’energia come quella nucleare che al momento consegna più dubbi che certezze, e soprattutto da cui si stanno allontanando le nazioni che storicamente ne hanno fatto più uso, come Germania e Giappone.

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