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Generazione energia: misure e progetti per un’Italia migliore

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Energia. Un nuovo modello di sviluppo e di progresso. Un modello che deve partire subito, che non è più procrastinabile e deve riuscire a mettere insieme tre pilastri che fino adesso sono stati difficilmente coniugabili: l’economia, l’equità e l’ecologia.

È stato lo sviluppo sostenibile il protagonista dell’evento, organizzato dal MoVimento 5 Stelle, dal titolo ‘Generazione energia: misure e progetti per un’Italia migliore’.

“Questo momento storico ha già indicato qual è il futuro che vogliamo per i nostri cittadini, un futuro sostenibile e green e il Green Deal europeo ne è a testimonianza – ha evidenziato in apertura Riccardo Fraccaro sottosegretario della presidenza del Consiglio – Il problema è come raggiungerlo. Ci siamo dati dei target sfidanti che richiedono una riconversione della nostra società. La crisi ha squarciato ogni nostra certezza ma anche liberato possibilità e noi dobbiamo coglierle. Per questo credo sia importante fare politica, il mondo ha bisogno di una visione, un nuovo modello economico”.

“Credo sia necessario percorrere la strada della trasformazione green della nostra società attraverso investimenti pubblici e credo che la strada intrapresa dal Superbonus sia la strada giusta – ha proseguito Fraccaro – gli stakeholder chiedono una proroga del provvedimento. È essenziale arrivare almeno al 2023. Ma chiedono anche un’estensione della platea di applicazione”.

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Un’occasione per fare il punto sulle politiche messe in campo dal Governo in tema di Green Economy  dal Superbonus al Bonus Mobilità, dal Piano Nazionale Transizione 4.0 al capitolo idrogeno.

Per il Ministro dello Sviluppo Economico il Piano nazionale Transizione 4.0 è “una misura davvero choc per le nostre imprese, un pezzo del piano industriale del nostro Paese, che ha una gittata economica di quasi 24 miliardi di euro e stimolerà oltre 400 miliardi di investimenti”.

“Il pacchetto ha uno sviluppo temporale che va dal 16 novembre di quest’anno e si protrae fino a giugno del 2023, quindi quasi tre anni di misura sostanzialmente strutturale che da’ certezza di investimenti e consente all’impresa di maturare crediti imposta che vengono portati a 3 anni come tempo di fruizione anziché i 5 tradizionali, quindi si riduce il tempo di ritorno per il credito di imposta per gli investimenti”.

“Essendo una misura con una portata molto ampia  – ha aggiunto – va valutata nelle sue trasformazioni successive perché le misure choc hanno questo elemento centrale: devono essere costruite come una rottura rispetto al passato”.

Secondo il Ministro si devono dare gli strumenti al mondo dell’impresa per poter mettere insieme i grandi temi della sostenibilità, la transizione, la trasformazione ha bisogno di investimenti, e lo Stato non può non accompagnare gli asset strategici in questo processo”.

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Quanto all’idrogeno, Patuanelli lo definisce ‘un acceleratore democratico di ricchezza’.

Si tratta – ha spiegato – di “una molecola che ci consente di trasportare e stoccare energia che ci consente di affrontare il tema critico del consumo di energia quando ne ho necessità. Tra l’altro il nostro paese ha già le infrastrutture necessarie come la rete gas di Snam che oggi possiamo utilizzare per l’idrogeno. Qualsiasi paese potrà dotarsi di elettrolizzatori non ci sarà più la disponibilità di ricchezza solo per chi ha a disposizione giacimenti, questo intendo quando parlo di acceleratore democratico di ricchezza”.

A concludere il webinar, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte che ha ricordato come il tema dei cambiamenti climatici sarà centrale nell’anno di presidenza italiana del G20 e che il suo Governo s’impegnerà a superare le resistenze di alcuni Paesi membri nei confronti di un Green Deal Europeo.

“Il primo dicembre inizia l’anno di presidenza italiana del G20 – ha detto Conte – il tema dei cambiamenti climatici, della tutela ambientale, della protezione delle biodiversità e dello sviluppo sostenibile sarà centrale e sarà un tema su cui tutti i leader mondiali dovranno riflettere fino ala sessione plenaria del G20 di ottobre”.

“Il governo ha nel suo Dna un progetto di tutela dell’ambiente, di promozione delle fonti rinnovabili e dell’abbandono dell’energia alimentata da fonti fossili, e contribuirà in tutti i forum internazionali per esprimere una leadership in questo campo” – ha aggiunto.

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Per Conte, “continuare a produrre utilizzando fonti fossili rischia di mettere a repentaglio non tanto la nostra generazione ma le prossime generazioni“.

“Io cito spesso il principio di responsabilità di Hans Jonas, il futuro non può riguardare noi stessi ma anche i nostri figli. Per cambiare definitivamente pagina abbiamo bisogno di una pagina coraggiosa e condivisa a livello internazionale. Il Green Deal europeo non potrà essere raggiunto senza una conversione rapida fatta di investimenti green. C’é una diffidenza e una resistenza da parte di alcuni Paesi che hanno i sistemi industriali costruiti sulle fonti fossili. Però ci siamo detti che in Europa dobbiamo essere ambiziosi e sostenere i paesi che hanno più difficoltà. Nessuno deve mettere in discussione l’obiettivo politico, economico e ambientale che dobbiamo raggiungere”.

La vecchia Europa – ha spiegato il premier – ha perso un po’ di smalto anche dal punto geopolitico nel contesto internazionale. Ci sono tanti player globali che in ragione della innovazione tecnologia e della grande crescita economica hanno assunto una grande importanza. L’Europa ha espresso storicamente un fattore di promozione per quanto riguarda lo sviluppo economico e sociale, la tutela dei diritti fondamentali. Continueremo a recitare questo ruolo ma, se oggi vuole recitare un ruolo globale, è quello della leadership nel campo della tutela ambientale”.

 

 

 

 

 

 

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