Energia e Clima 2030, mercoledì 20 marzo la presentazione del Piano dell’Italia

Energia e Clima. Si terrà mercoledì 20 marzo, a partire dalle ore 15, la presentazione del Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 italiano e il portale di consultazione connesso (energiaclima2030.mise.gov.it, online da mercoledì).

Il Piano, che per raggiungere i propri obiettivi avrà bisogno del sostegno e della collaborazione attiva da parte di tutti gli stakeholder, costituisce lo strumento con il quale ogni Stato, in coerenza con le regole europee vigenti e con i provvedimenti attuativi del pacchetto europeo energia e clima 2030, stabilisce i propri contributi agli obiettivi europei al 2030 sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili e quali sono i propri obiettivi in tema di sicurezza energetica, mercato unico dell’energia e competitività.

5 le dimensioni sulle quali è strutturato: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività.

L’evento si terrà al Ministero dello Sviluppo Economico e vedrà la partecipazione del Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio e del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

 

Cosa prevede il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima per il periodo 2021-2023:

  • Italia fuori dal carbone entro il 2025
  • Riduzione dei consumi di energia primaria del 43% entro il 2030 e del 39% dell’energia finale (rispetto allo scenario PRIMES 2007)
  • Per la prima volta è prevista la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che dovrà esaminare l’impatto ambientale del piano nel corso del 2019
  • Diffusione complessiva dei veicoli ad alimentazione elettrica di quasi 6 milioni
  • Riduzione dei gas serra del 33% per tutti i settori che non rientrano nell’ETS (il mercato del carbonio europeo ossia trasporti, esclusa l’aviazione)
  • Le rinnovabili dovranno coprire il 30% delle energie entro il 2030 (nel 2024 si potrà revisionare il dato, ma solo per portarlo al 32% o più in alto)

Scomponendo la domanda nei diversi settori chiave, il contributo delle fer risulta così differenziato: un 55,4% di quota rinnovabile nel settore elettrico, un 33% nel settore termico (usi per riscaldamento e raffrescamento) e un 21,6% per quanto riguarda l’incorporazione di rinnovabili nei trasporti (calcolato con i criteri di contabilizzazione dell’obbligo previsti dalla RED II).

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