Energia e Clima, pronto un pacchetto di 50 azioni per decarbonizzare e tagliare le emissioni

Energia. Un pacchetto di 50 progetti per realizzare gli obiettivi di riduzione dei gas serra e di taglio dei combustibili fossili e per far decollare concretamente il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), proprio nella direzione che l’Europa ha indicato nelle osservazioni presentate la scorsa settimana alla proposta italiana.

I progetti, sono stati presentati a Roma dal Monitor Pec, l’osservatorio sul Piano Energia e Clima, promosso da Agici Finanza d’Impresa (società attiva nella ricerca e consulenza nei settori delle utilities, delle rinnovabili, delle infrastrutture e dell’efficienza energetica) e da 20 tra associazioni e imprese.

Si va dall’ammodernamento dei parchi eolici più vecchi (in grado di triplicare la produzione a parità di suolo occupato) alla possibilità di ‘catturare’ il biometano dai rifiuti e immetterlo nella rete del gas.

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Dai sistemi che vogliono portare il teleriscaldamento oltre l’attuale 1,5% di soddisfazione della domanda di calore degli edifici (in Svezia e Danimarca siamo al 90%) alla riqualificazione dell’illuminazione pubblica, passando per tecnologie di ricarica elettrica super veloce per i bus elettrici e l’elettrificazione dei porti per spegnere i motori a navi e traghetti ormeggiati (risparmiando il 30% emissioni di CO2 e oltre 95% di quelle di particolato e ossidi di azoto).

Secondo Agici, i 50 progetti tutti insieme, valgono una “parte consistente degli obiettivi italiani di riduzione dei gas che alterano il clima del pianeta: un taglio di 21 milioni tonnellate di CO2, una quantità che (oltre a rappresentare il 5% dei gas serra prodotti in un anno dal nostro Paese) è di poco inferiore alle attuali emissioni dei veicoli a benzina circolanti (22 milioni di tonnellate CO2).

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Un ottimo risultato a cui va aggiunto il risparmio di 4,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio
al 2030 e una produzione di energia da fonti rinnovabili di oltre 24,5 miliardi di kWh, cioè un quarto dell’attuale produzione annua di energia rinnovabile in Italia.

“Il Piano Energia e Clima non è solo una sfida ma anche un’opportunità per il Paese – ha spiegato Marco Carta, ad di Agici – la politica energetica diventa finalmente la leva per ripensare anche la politica industriale e lo sviluppo economico del paese, in un’ottica di integrazione tra i settori”.

Il valore dell’investimento necessario è di 40 miliardi di euro (quanto una legge Finanziaria), spalmato in oltre un decennio.

Ma gli effetti – ha spiegato Carta – non saranno esclusivamente ambientali: si stima infatti un ritorno di 18.500 occupati stabili al 2030, più del totale dei dipendenti dell’Ilva.

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Il Pniec italiano è stato giudicato dalla Commissione Ue ambizioso negli obiettivi e ha ricevuto delle osservazioni per quanto riguarda il dettaglio delle politiche e gli strumenti per realizzarle.

La Commissione ha chiesto al nostro Paese di approfondire i temi della decarbonizzazione e sicurezza energetica rispetto a mercato interno, il ruolo del gas nel mix energetico, le strategie per ottenere forte penetrazione delle rinnovabili, un ruolo maggiore per le rinnovabili nel riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni.

Allo stesso tempo, secondo la valutazione europea, serve maggior dettaglio per le politiche e le iniziative di riduzione della complessità e dell’incertezza normativa. E uno sforzo maggiore per eliminare le sovvenzioni alle fonti energetiche fossili.

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