Energia, Greenpeace: “Serve un Piano Marshall solare per l’Ucraina”

Greenpeace ha commissionato uno studio secondo il quale l’Ucraina potrebbe installare una capacità di energia solare cinque volte superiore all’attuale piano del governo.

L’energia solare potrebbe rappresentare la soluzione ai problemi energetici dell’Ucraina. A dirlo è uno studio della società di consulenza economica Berlin Economics commissionato da Greenpeace.

E dunque, sulla base dei risultati del report, gli attivisti di Greenpeace chiedono che i Paesi occidentali si impegnino ad attivare una sorta di Piano Marshal solare per l’Ucraina nei prossimi anni. 

Secondo il documento l’Ucraina potrebbe installare una capacità di energia solare cinque volte superiore all’attuale piano del governo.

Guardando ai numeri, per il Paese sarebbe fattibile ed economicamente vantaggioso installare ulteriori 3,6 GW di potenza solare nei prossimi tre anni che si andrebbero ad aggiungere agli attuali 5,6. Per poi arrivare, entro il 2030, a 14 GW totali.

Quello energetico è uno dei grossi problemi da risolvere in Ucraina dopo l’invasione russa. Perché Mosca, dall’inizio del conflitto, è riuscita a distruggere o catturare più della metà della produzione di energia elettrica di Kiev.

Metà delle centrali idroelettriche del Paese sono state distrutte o danneggiate e quasi la metà dei reattori nucleari sono permanentemente fuori uso a causa dell’occupazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia da parte dell’esercito di Mosca

In un contesto geopolitico ed energetico così complesso, fanno sapere gli analisti, l’energia prodotta da fotovoltaico potrebbe essere la svolta. Soprattutto se la produzione energetica da fotovoltaico fosse decentralizzata, con tanti piccoli impianti sparsi per il territorio – magari sui tetti degli edifici – e quindi meno vulnerabili agli attacchi del Cremlino.

Un approccio win-win perché in questo modo non solo si riporterebbe l’energia elettrica in tutte le case ucraine che oggi devono fare i conti con continui blackout a catena, ma lo si farebbe anche a emissioni zero.