Home Attualità Economia Energia, Germania e Canada firmano un patto sull’idrogeno verde. E l’Italia?

Energia, Germania e Canada firmano un patto sull’idrogeno verde. E l’Italia?

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Il Canada lavora per divenire presto uno dei maggiori produttori ed esportatori di idrogeno verde. La Germania non ha aspettato un secondo e ha firmato un accordo per essere tra i più importanti clienti

La crisi energetica infuria in Europa e non sembra voler cessare a breve (questa mattina il gas naturale era quotato ad Amsterdam sopra i 300 euro a megawattora, solo nell’arco di una settimana il gas è salito del 25%). Per questo motivo tutti i Paesi sono alla ricerca di alternative. La Germania, però, sta guardando avanti e ha fatto un investimento sul futuro. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha voluto, infatti, presenziare di persona alla firma (formalmente apposta dal suo ministro dell’Economia Robert Habeck e dal ministro canadese dell’Energia Jonathan Wilkinson) di un patto con il Canada sull’idrogeno verde.

Il Canada vuole diventare leader mondiale nell’idrogeno (e la Germania il suo primo cliente)

C’era anche il premier canadese Justin Trudeau alla firma dell’accordo che prevede che i due Paesi collaborino su “ogni aspetto necessario per accelerare l’economia all’idrogeno e creare una catena di approvvigionamento transatlantica di idrogeno ben prima del 2030, con le prime consegne attese per il 2025”. 

Il Paese nordamericano ha deciso da tempo di impegnare una buona parte della propria economia e delle conoscenze tecnologiche nella creazione di un hub mondiale dell’idrogeno. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento planetario per questo innovativo tipo di combustibile pulito. Consapevole di ciò, la Germania non ha aspettato un secondo e si è immediatamente proposta come collaboratore europeo di riferimento nella creazione di un corridoio per il commercio internazionale. L’obiettivo, chiaramente, è accaparrarsi una buona fetta dell’idrogeno canadese quando sarà sul mercato.

“Si tratta di un passo storico verso un futuro condiviso”, ha detto Trudeau. “Il nostro obiettivo è chiaro: lavorare per cominciare a esportare idrogeno canadese in Germania entro il 2025 e creare posti di lavoro e crescita locale fornendo energia pulita che contribuirà alla lotta contro i cambiamenti climatici“. Scholz da parte sua ha definito l’accordo “un passo importante non solo per rafforzare le relazioni economiche bilaterali tra i due Paesi, ma anche per costruire una rete di energia sostenibile per il futuro”. 

Italia indietro sull’idrogeno

E l’Italia in tutto questo che ruolo avrà? Nessuno dei partiti italiani che si contendono la guida del Paese dopo le elezioni del 25 settembre ha inserito l’idrogeno tra le soluzioni migliori da perseguire per uscire dalla crisi energetica e diventare meno dipendenti dalla Russia di Putin. Tutti puntano sulle rinnovabili (per fortuna) e qualcuno (centrodestra e Terzo Polo) ha tirato fuori dal cilindro il nucleare, su cui gli italiani si sono espressi negativamente già due volte. Tra le proposte di breve e medio periodo che escono fuori dai programmi dei maggiori partiti, poi, troviamo le trivellazioni in Italia e i rigassificatori. Insomma, anche durante la campagna elettorale che deciderà del futuro prossimo del nostro Paese, le forze politiche italiane sembrano piuttosto guardare al passato.

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