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Si è riunito ieri un Comitato sulla sicurezza per decidere il da farsi dopo le emissioni di gas nocivo sull’isola di Vulcano nell’arcipelago delle Eolie. Gli esperti dicono che non c’è pericolo imminente ma la situazione è seria

Da diverse settimane l’isola di Vulcano, nell’arcipelago delle Eolie, è interessata da forti emissioni di gas nocivi. Una situazione che ha spinto le autorità a chiedere una riunione del Comitato per il coordinamento delle misure per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica. 

“I valori delle emissioni nocive negli ultimi due mesi – fanno sapere dalla Regione Sicilia che cita Arpa e Ingvrisultano stabili ma sempre anomali. La situazione non è peggiorata, tuttavia non bisogna abbassare l’attenzione, soprattutto in previsione dell’avvio della stagione estiva. Per alcune zone, comunque, le prescrizioni adottate con le precedenti ordinanze potranno essere mitigate”. 

Gas nocivi a Vulcano, l’isola dai quattro vulcani

Dunque la situazione è sotto controllo anche se seria. “I tecnici – ha detto il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ci dicono che la situazione è stazionaria, ma dobbiamo essere pronti a qualsiasi tipo di emergenza, nel caso in cui i valori dovessero tornare a salire, come avvenuto nel periodo di maggiore crisi”.

Non è una situazione nuova, dunque, quella che sta interessando Vulcano. Anche se in questo periodo è andata peggiorando. La conformazione dell’isola, poi, non aiuta.

Essa, infatti, è formata da ben quattro diversi vulcani – Lentia, Piano, Vulcanello e Fossa – nonostante una superficie di soli 21 chilometri quadrati.

Cosa sta succedendo a Vulcano

Ciò che sta succedendo a Vulcano, nelle isole Eolie, è un fenomeno ben noto che è stato analizzato negli ultimi mesi dai tecnici dell’Ingv e dell’Arpa.

Il fenomeno in questione è detto degassamento e consiste nell’emissione di gas con una quantità di anidride carbonica assai al di sopra della norma.

Tale, dunque, da intossicare diversi animali e provocare disturbi agli esseri umani. Non tanto, però, da rendere necessaria un’evacuazione (che pure, in alcuni casi, è stata portata avanti nelle scorse settimane soprattutto nelle abitazioni a ridosso delle bocche).

“Giornalmenteaveva spiegato qualche mese fa all’Agi Stefano Branca, direttore dell’Istituto nazionale di vulcanologia a Catania – c’è un continuo aumento di tutti i parametri, dal flusso del gas alla deformazione del suolo. Si tratta di un processo lento e graduale. Quella zona è nota da questo punto di vista e ha sempre maggiori problematiche. Questa stessa cosa è capitata anche durante la crisi degli anni Ottanta”.

 

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