Emilio Stella, il nuovo album ‘Salva’ e il tour: “Io, cantautore ambientalista grazie a mio nonno”

Ci siamo: venerdì 17 giugno esce ‘Salva’, il nuovo album del cantautore romano Emilio Stella. E alle 21, ci sarà il primo concerto del nuovo tour, a Parco Schuster.

L’album ‘Salva’ è preceduto dal singolo omonimo, realizzato in collaborazione con Simone Cristicchi. Come nasce il nuovo disco?

L’album parla delle cose che dobbiamo salvare in questo momento. Tutto il concept nasce da una cosa che mi disse Simone Cristicchi. Anni fa gli feci ascoltare una canzone di protesta, molto arrabbiata. E lui mi disse: ‘Guarda, è molto bella, ma oggi mi concentrerei più su quello che c’è da salvare’. Mi ha lasciato un semino dentro, che poi è germogliato. Un giorno andai in spiaggia con gli amici, con chitarre, birre e tamburi: una giornata da salvare. E mi sono ricordato di quello che mi disse Simone, con la chitarra in braccio ho iniziato a scrivere dei versi ed è uscita questa canzone. Poi, ho chiesto a Simone di scrivere una parte finale: mi sembrava la giusta chiusura di un cerchio. ‘Salva’ è un album che parla delle cose piccolissime, difficili da vedere ma le più importanti da salvare. In un momento come quello attuale, contraddistinto da pandemia, guerra e inquinamento (non solo ambientale, ma anche del pensiero), mi sembra giusto focalizzare l’attenzione sul bello e sull’esaltazione del bene“.

Il tour parte venerdì sera, alle 21, da Parco Schuster. Poi proseguirà anche nel resto del Lazio e d’Italia…

Sì, il 24 sarò ad Aprilia, alle Officine Motociclistiche. Poi il 3 luglio a Fregene con i Tre Allegri Ragazzi Morti e i Cor Veleno. Poi ci saranno date anche a Ventotene e a Fano. Sui canali social tutte le date saranno continuamente aggiornate: è un’estate in cui le date iniziano ad entrare. Sono molto felice, dopo questi anni di stop c’è bisogno di tornare alla vita vera, quella vissuta, e non quella dietro uno schermo“.

Qualche giorno fa abbiamo citato un tuo brano ambientalista, Monnezza. Avremmo voluto citare anche L’isola di plastica oppure Un cane, una canzone animalista molto toccante. Sei un convinto ambientalista e animalista: come nasce questa consapevolezza?

È nata da bambino, ho avuto la fortuna di avere un nonno che è lo stesso che mi costruì e mi regalò una piccola chitarra quando avevo 11 anni. Poi lui morì, lasciandomi un piccolo libro di poesie che aveva scritto, che mi è rimasto insieme a quella chitarra. Mi ha lasciato in eredità, un po’ per emulazione, non solo il fatto di cominciare a fare il cantautore. Lui mi portava in mezzo alla natura, a vedere gli animali, e mi ha insegnato il rispetto per la natura, semplicemente ricordandomi chi sono. Molto spesso ce lo dimentichiamo, ma le nostre radici ci ricordano che siamo parte di qualcosa di più grande di noi. L’uomo troppo spesso è egoista ed è un consumatore, più che un’anima. Grazie a mio nonno, ho sempre avuto un punto focale a farmi da guida“.

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