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Emergenza coronavirus, il modello Corea: sacrificare la privacy per contenere l’epidemia

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Si può scegliere di rinunciare alla propria privacy, finendo su una lista nera governativa e messi all’indice dal resto della popolazione, per sconfiggere il Covid-19? È quello che ha fatto, con successo la Corea. Abbiamo chiesto ad una cittadina coreana come gli abitanti del paese asiatico hanno vissuto questa situazione.


Anche il governatore veneto Zaia lo ha invocato: usiamo il metodo coreano. Effettivamente la Corea è forse il paese che ha gestito meglio l’emergenza, riducendo al minimo il numero di morti e fermando di fatto il contagio in tempi record.

Lo ha fatto però usando metodi che a molti sono sembrati una estrema violazione della privacy dei cittadini: le persone positive venivano schedate e tracciate, e i loro movimenti resi pubblici tramite i social network ed sms.

Prima di tutto non è stata attuata in modo volontario“, ci racconta Shin H. Lee, cittadina coreana nata e vissuta a Seoul, “il governo ha rintracciato tutte le persone che erano risultate positive per poi interrogarle sui luoghi dove erano state e poi le persone che avevano frequentato gli stessi luoghi venivano avvertiti e invitati ad andare negli ospedali per farsi fare il tampone.”

“È stato un mezzo per prevenire il contagio” continua Shin, “credo che il governo abbia agito in modo giusto in questa situazione perché in questi casi se avessimo pensato troppo alla privacy il coronavirus sarebbe dilagato come in Italia.”

“La cosa migliore che ha fatto il governo è la possibilità ricevere un SMS dal governo in caso di presenza di una persona positiva nella mia zona, così sapendolo posso cercare di starne lontano e avvisare i miei genitori di non andarci.È un modo efficace di prevenire il contagio. Credo che sia molto importante essere informati correttamente e velocemente per evitare il peggioramento di una situazione già grave.”

Quindi adesso la situazione è tranquilla in Corea del Sud?

Al momento stiamo vivendo due settimane di quarantena totale per tutti il governo sta invitando le persone a restare a casa quindi il contagio è contenuto come speravamo ed è rallentato molto. Il problema sono i cittadini coreani  che stanno tornando dagli Stati Uniti e dall’Europa, un problema che sta diventando più serio. Abbiamo avuto un centinaio di casi positivi negli ultimi giorni, ma già ieri abbiamo visto un aumento dei casi, per via delle persone positive al virus che sono tornate dall’estero. La situazione però” conclude Shin, “è sicuramente sotto controllo“.

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