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Ok del Senato alla mozione di maggioranza per affrontare l’emergenza climatica

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Via libera dell’Aula del Senato alla mozione di maggioranza sulle iniziative per affrontare l’emergenza climatica. Il testo è stato approvato in seguito ad una votazione per parti separate su cui si sono incrociate le astensioni. Respinte, invece, le mozioni di opposizione. 

L'ambiente e la natura non hanno colori politici

Oggi è una giornata importantissima. Ci è voluto molto tempo ma tutte le forze politiche, anche l'opposizione, hanno finalmente riconosciuto la gravità dei cambiamenti climatici.Parliamo anche di partiti, oggi all'opposizione, che votarono contro l'Accordo di Parigi per il contrasto ai cambiamenti climatici del 2015. Bene che ogni partito, con il proprio punto di vista e le proprie idee, come è giusto che sia, abbia riconosciuto la priorità della lotta ai cambiamenti climatici. Il governo c'è. Molte azioni sono state fatte, come le Zone Economiche Ambientali, il bonus bici, il primo decreto legge sul clima, i decreti per riciclare i rifiuti e creare nuove materie prime, e tante altre sono in costruzione, come la semplificazione per le operazioni di bonifica, per l’installazione di colonnine elettriche, solo per citarne alcuni.Ora quindi, la rivoluzione verde appartiene a tutto il Parlamento: non è una battaglia solo della maggioranza ma ora coinvolge anche l’opposizione. Sono sicuro che anche il Parlamento, che è sovrano, sarà ancora più unito di prima per una lotta che non ha e non deve avere colori politici.

Pubblicato da Sergio Costa su Martedì 9 giugno 2020

“Con queste mozioni impegniamo il governo e noi stessi, con le dovute differenze politiche, a contribuire non contro ma per l’emergenza climatica. Mi piace del dibattito di oggi che ci si è confrontati in modo sereno, istituzionale e garbato per trovare un percorso insieme. Perché l’ambiente non ha colore”.

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Lo ha affermato oggi pomeriggio il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, intervenendo nell’aula del Senato nel corso della discussione delle mozioni sulle iniziative per affrontare l’emergenza climatica e parlando degli impegni del governo in materia, in replica agli interventi dei senatori.

Dobbiamo guardare al green – ha osservato il ministro – per nuovi posti di lavoro, in un concetto completamente diverso. Per un posto di lavoro con il fossile se ne producono, a parità di spesa, tra tre e cinque in chiave green. Il percorso può essere fatto finalmente insieme”.

“Noi – ha aggiunto Costa – ci avevamo creduto già con la legge clima, poi con la legge di bilancio e dopo ancora con il dl rilancio. Il nostro obiettivo è semplificare, sburocratizzare, velocizzare, in un’ottica europea che va verso la sostenibilità, nella quale ambiente e natura non sono la stessa cosa e nella quale si inserisce il Pniec, già depositato dall’Italia, che ha l’obiettivo di renderlo ancora più ambizioso con un aumento del taglio delle emissioni tra il 50 e il 55%, ovvero al di sopra del 40% previsto al 2030”.

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“Finalmente tutto il Parlamento – ha concluso il ministro – concorda sulla necessità di puntare sul green. Attendiamo, adesso, che dalle parole si passi ai fatti. Lo dobbiamo ai cittadini italiani”.

Il testo impegna il governo, tra le altre cose:

  • a “riconoscere la necessità di intervenire per affrontare l’emergenza ambientale e climatica nel nostro Paese ed operare, in raccordo con il Parlamento, per consentire in tempi rapidi e certi, nel rispetto delle indicazioni scientifiche e degli accordi internazionali, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e la progressiva decarbonizzazione dell’economia”;
  • “ad accelerare la realizzazione degli interventi di mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico, in particolare sul fronte della prevenzione del dissesto idrogeologico”.

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Il governo dovrà:

  • “sostenere l’azione parlamentare tesa all’inserimento del principio della tutela della natura, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile nella Costituzione”;
  • “procedere alla ricognizione degli incentivi esistenti per l’efficientamento energetico“;
  • “attuare ogni misura che favorisca la transizione dall’economia lineare verso un modello di economia circolare basato su un uso efficiente delle risorse naturali, su una corretta gestione dell’acqua e su un virtuoso ciclo dei rifiuti che punti, nel rispetto della gerarchia europea, alla riduzione, al riuso e al recupero di materia ed energia”.

 

 

 

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

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