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PIEMONTE. BRUCIA LA VALSUSA. MIGLIAIA DI SFOLLATI. CANADAIR DALLA CROAZIA

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Roma. Notte di fuoco e di inferno in Piemonte. La situazione è drammatica in Valsusa e in tutto il Canavese. Gli evacuati sono ormai più di mille. Nella notte messi in salvo anche un centinaio di anziani da una casa di cura.

In molti punti fiamme altissime, di quasi settanta metri e un fumo nero e denso che ha impedito il volo degli elicotteri, tanto che il presidente della Regione Chiamparino ha più volte sollecitato l’utilizzo dei Canadair che stanno giungendo anche dalla Croazia, dopo l’intervento del Centro emergenze di Bruxelles.

Sono almeno 11 roghi ancora accesi degli oltre 20 scoppiati e poi in alcuni casi domati e oltre ad avvicinarsi alle zone abitate che sono state evacuate, hanno fatto saltare i ripetitori Rai e di operatori telefonici, complicando ulteriormente la situazione.

Va meglio in Val Noce dove tutti i focolai sono stati spenti, anche se il forte vento crea ancora problemi e tiene alta l’attenzione.

Giornata pesante amnche per Torino, avvolta per tutta la giornata da una cappa di smog. Il caldo vento di scirocco non aiuta a migliorare la situazione. D’altro canto continuano a bruciare ancora le montagne del Piemonte. E a Torino l’emergenza continua e si aggrava. Anche con la fine dell’autunno, gli incendi continuano a svilupparsi e a tenere sotto pressione la Regione, tanto che il presidente Sergio Chiamparino ha richiesto la proclamazione dello stato di calamità da parte del governo per le zone a rischio.

I roghi hanno invaso la Valle di Susa, dove è scattato l’allarme e la successiva evacuazione. Nelle ultime ore, trovati inneschi anche in alcune aree nella provincia di Torino, soprattutto nel Canavese, in Valchiusella e le zone di Cuneo.

Una situazione di emergenza che nasce dai forti cambiamenti climatici con conseguente problema di siccità, ma anche dalle scarse politiche di prevenzione.

Intanto a Bussoleno, tra i comuni piemontesi più colpiti, si è aperto il Coc, comitato operativo comunale per l’emergenza, cui hanno preso parte lo stesso Chiamparino e l’assessore Alberto Valmaggia.

“Voglio ringraziare tutti quelli che stanno lavorando su questa emergenza, il lavoro dei volontari è fondamentale – ha detto il presidente –  Noi abbiamo fatto quello che potevamo, dando copertura finanziaria illimitata per far volare i mezzi aerei”. È previsto anche l’arrivo di nuovi volontari Aib (antincendi boschivi) da fuori regione.

A rafforzare l’allerta, i forti venti fino a 137 km/h che hanno alimentato le fiamme. Fino ad ora sono stati colpiti più di 2000 ettari di verde, tra cui molti pascoli. Sono intervenuti a domare il fuoco più di 2000 volontari insieme alle forze dell’ordine, con 5 Canadari dei Vigili del Fuoco, un elicottero e 50 squadre sul territorio.

Danni anche per l’inquinamento, con Torino già vittima degli alti livelli di Pm10 che hanno provocato disagi nei giorni scorsi. Il fumo degli incendi si è esteso verso fondovalle e le polveri sottili hanno raggiunto quota 200 microgrammi al metro cubo, con un limite consentito di 50 mg/mc.

L’allerta roghi ha portato alla sospensione in Piemonte delle misure antismog applicate dalla scorsa settimana, dopo l’approvazione delle Regioni padane. Questo per “non limitare la libertà di spostamento dei cittadini”, secondo quanto deciso da Asl e Arpa. Unica eccezione è il divieto di circolazione dei mezzi Euro 2 a Torino, che resta fino al 30 ottobre.

Notizie positive dalla zona del Pinerolo, con il recupero del rifugio di Melano, nei pressi del Monte Freidour, nel 2006 scelto come Casa Canada per le Olimpiadi Invernali. Nelle aree della valle Stura, i cittadini lamentano ritardi nei soccorsi.

E se si prevedono venti meno forti per la giornata di oggi, ma nuove raffiche già da domani. Nessuna novità invece sul problema siccità per la prossima settimana, cui il presidente dell’autorità dell’ambito territoriale ATo3 ha risposto esortando ad utilizzare l’acqua “solo per usi essenziali”.

Insomma, emergenza e forti disagi anche nei prossimi giorni.

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