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EMERGENZA IDRICA MONDIALE, ACQUA POTABILE ALLO 0,5% E SI RIDUCE SEMPRE PIU’. CHE FARE?

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Emergenza idrica. Di Erika Olimpio. Terremoti. Uragani. Incendi. Inondazioni. Devastazioni per una siccità mai vista in passato. Una siccità che in Europa si è prolungata fino ad ottobre inoltrato.

Il 2017 è stato per l’Italia e specialmente per Roma e il Lazio molto pesante. Per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale, nella Capitale si è arrivati a provvedimenti estremi, con la chiusura di quasi tutte le pubbliche fontanelle (gli ottocenteschi nasoni!), e in alcune ore del giorno si è arrivati ad interrompere il flusso idrico ai cittadini.

Colpa soltanto dell’improvvisa siccità?

Va detto intanto che le mutazioni climatiche non si sono fermate. Sono arrivate improvvise ed esagerate nevicate anche nel nord dell’Italia, mentre venti da tempesta stanno flagellando da settimane tutto il Nord dell’Europa.

Cosa sta accadendo? Può essere che tutto dipenda dalle bizze della natura cinica e selvaggia?

Facendo un resoconto dell’anno 2017 si può dire che tutti i cambiamenti e i disastri ambientali che erano stati previsti anni fa si stanno compiendo.

Si sono visti uragani scuotere intere coste americane ed europee, incendi e siccità piegare un po’ tutto il mondo. In questa lotta tra acqua e fuoco forse l’uomo sta imparando che il suo operato non ha portato affatto a miglioramenti nell’ambiente, bensì solo ad un miglioramento della sua condizione e della sua comodità a scapito dell’ambiente. La natura si sta ribellando a tutti gli sgambetti che ha ricevuto.

In più dovremmo aggiungere che la rete idrica di molte nazioni e nello specifico dell‘Italia è una rete vetusta, che ha falle da tutte parti e che disperde almeno il 40% dell’acqua trasportata. Se volessimo dare una (amara) definizione della rete idrica nazionale dovremmo dire che più di trasportare le acque potabili, questa provvede ad irrigare il territorio che attraversa.

Prendiamo l’Acquedotto del Sele che dalle fonti di Caposele in Irpinia, porta l’acqua fino alle ultime città del Salento.

Venne realizzato ai primi del Novecento da maestranze piemontesi (se andate a Caposele incontrerete molte persone dai capelli biondi e dalla carnagione chiarissima) che dopo lavori durati quasi un ventennio in buona parte misero famiglia e si trasferirono in Irpina.

Quell’acquedotto, vecchio ormai di cento anni, non è mai stato ammodernato!

Ecco che quindi quando parliamo di errori dell’uomo non dobbiamo soltanto considerare gli errori dettati dalla cupidigia, dalla superficialità, dall’ignoranza. Né dobbiamo soltanto soffermarci sugli errori dettati dalla ricerca del benessere e dagli interessi voluti dall’industria. Dobbiamo anche parlare dalle insufficienze della politica e dei programmi di modernizzazione delle nazioni e dei paesi.

Secondo gli studi il pianeta che definiamo Terra è costituito in realtà dal 70% di acqua, della quale però una bassissima percentuale corrisponde a quella veramente potabile, circa lo 0,5%; il 2,5% rappresenta i ghiacciai e identifichiamo il ben 97% con i mari e gli oceani, che però sono salati, quindi un’acqua inutilizzabile dagli esseri umani. Circa 7,5 miliardi di persone e altrettanti animali stanno quindi sopravvivendo su un intero pianeta con lo 0,5% di acqua potabile o giù di lì, in quanto parte di questa si trova sotto terra. Bisogna però sapere che circa un settimo della popolazione totale non ha accesso all’acqua potabile e che ci sono quindi persone nella cui giornata questa non è un bene garantito.

Rivediamo gli sbagli dell’uomo nel clima che cambia e nei fiumi aridi, che in alcune parti del mondo vivono la siccità da già alcuni anni; li rivediamo nelle statistiche che angosciano le persone facendo passare dati sull’aumento spropositato della popolazione e il fatto che non ci sia proporzione tra l’aumento di questa e la cura che la gente ha nei confronti del mondo che vive. L’acqua è un elemento fondamentale per l’uomo e la sua sopravvivenza, fa costantemente parte della sua giornata, deve esserlo. Ormai però si utilizza l’acqua come se fosse una fonte infinita e ogni giorno ne vengono impiegati miliardi di litri, gran parte dei quali è spesso sprecata. Dopo tanti incendi e siccità, però, si è stati richiamati a pensare che l’acqua non è una fonte rinnovabile e che qualcosa, forse, in questo mondo, sta cambiando davvero.

Ovviamente non tutto è passato inosservato alle politiche e ai progetti delle istituzioni nei vari paesi in giro per il mondo.

In molti si sono già mobilitati per ovviare a ciò e una delle proposte più condivise in risposta alla premente richiesta di acqua è stata quella di costruire dighe o deviare il corso dei fiumi, progetti che apporterebbero però un ulteriore danno all’ambiente.

Altri paesi hanno invece proposto una privatizzazione dell’acqua, che sarebbe l’unico modo per distribuirla equamente, soprattutto nelle parti del mondo che ne sono prive. 191 paesi in passato hanno deciso di collaborare firmando una convenzione stabilita dall’Onu per la lotta alla siccità, altre invece sono state divise da quella che ormai è diventata la guerra dell’acqua. In Giordania, dove il Re Hussein aveva dichiarato prima di morire che l’acqua sarebbe stato l’unico motivo per cui avrebbe combattuto un’altra guerra contro Israele, che controlla i rifornimenti dello stato asiatico.

Sono i leader mondiali ora a dover prendere in mano la situazione per fermare questo atteggiamento totale che ci sta portando verso un inesorabile declino?

E noi tutti invece cosa dovremmo fare?

Possibile che, tanto per restare ad un evento che dentro le nostre case si ripete più volte al giorno, per usare lo sciacquone del bagno dobbiamo utilizzare (e disperdere) acqua potabile?

E che dire delle irrigazioni di giardini, del lavaggio di terrazzi e strade sempre con acqua potabile?

Il punto è che manca una adeguata educazione sociale e civica che dovrebbe iniziare già dalle scuole di base. La gente non è ancora conscia della direzione che il mondo sta prendendo o del fatto che anche un minimo riguardo o accortezza nei confronti di qualsiasi spreco è fondamentale.

La mancanza d’acqua non è un problema isolato, anzi è una delle parti di una lunga catena che si sta dirigendo, anello dopo anello, verso una distruzione. Dal dimezzamento dell’acqua si passerà alla scarsità della produzione agricola, che porterà ad un incremento della deforestazione e quindi ad un aumento dell’anidride carbonica nell’aria, che è chiaramente impossibile per gli esseri umani da respirare.

Ciò che ora bisogna fare è rimboccarsi le maniche e cominciare ad essere più attenti ai consumi idrici. L’acqua non è un gioco, nonostante si tenda a considerarla tale, come nella Ice bucket challenge, in cui le persone si sfidavano a lanciarsi addosso secchi di acqua gelida. Irresponsabilità tali da parte dell’uomo porteranno ad un ulteriore dimezzamento di questa fonte nel mondo, dato che si può già riscontrare in Italia, visto che l’accessibilità all’acqua in Italia è diminuita notevolmente dagli anni ’90.

E’ bene che si cominci a pensare che l’acqua non è un bene di infinita durata e che si agisca perché questa non venga sprecata, altrimenti l’uomo dovrà impararlo a sue spese.

 

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