Il miliardario su Twitter entra nel dibattito sulla crisi energetica e spinge il Vecchio Continente a riattivare le centrali nucleari dismesse

La crisi energetica che sta interessando l’Europa è un problema che colpisce chi fa business anche al di là dell’Atlantico. Per questo, uno degli uomini più ricchi d’America (e del mondo), Elon Musk, è entrato a gamba tesa nel dibattito sulle fonti energetiche alternative al gas russo.

Il patron della Tesla, la company delle auto elettriche di lusso, ha scelto Twitter per la sua uscita.

“È ovvio –  ha scritto Musk – che l’Europa debba riavviare le centrali nucleari dormienti e aumentare la produzione di energia di quelle esistenti. È fondamentale per la sicurezza nazionale e internazionale”. 

E poi ancora: “Il nucleare è di gran lunga migliore per il riscaldamento globale rispetto alla combustione di idrocarburi per produrre energia”. 

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Elon Musk: “Nessun rischio radiazioni”

Il miliardario americano con le sue dichiarazioni ha innescato un dibattito tra chi si diceva a favore dell’utilizzo del nucleare e chi – riportando, tra le altre cose, gli esempi di Chernobyl e Fukushima – si diceva fortemente contrario.

Ma per il patron di Tesla non esisterebbe alcun pericolo. In un altro post Musk scrive: “Per coloro che (erroneamente) pensano che ci sia un rischio di radiazioni, scegliete quello che credete sia il posto peggiore (dal punto di vista delle redazioni, ndr) Andrò lì e, davanti le telecamere, mangerò cibo coltivato localmente. L’ho fatto in Giappone molti anni fa, poco dopo Fukushima. Il rischio di radiazioni è molto, molto più basso di quanto la maggior parte delle persone creda”. 

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Musk: “Ok le rinnovabili, ma nel breve periodo serve il nucleare”

Le dichiarazioni di ieri su Twitter relative al nucleare non sono nuove Elon Musk.

Il miliardario aveva già detto la sua lo scorso settembre: “A lungo termine, credo che riusciremo a ricavare più energia dal sole e dal vento, ma bisogna pensare in modo positivo anche al nucleare. Mi hanno sorpreso i Paesi che l’hanno abbandonato perché è una tecnologia sicura. Dovremmo usarne di più, o almeno non chiudere le centrali esistenti perché non rappresentano un pericolo. Ci sono prove che ci sono più problemi di salute con il carbone che con il nucleare”.  

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