elon musk twitter onu

Le ultime uscite, dopo l’acquisizione del social network, non sono piaciute a molti. A cominciare dalla decisione sui licenziamenti di massa.

Elon Musk sempre più nella bufera dopo l’acquisizione di Twitter. Se la prima mossa dell’imprenditore è stata quella di licenziare immediatamente i vertici, in questi giorni stanno scattando altri licenziamenti di massa, che colpiscono vari dipendenti in modo indiscriminato, compreso tutto il team impegnato sui diritti umani. Sul caso è intervenuta addirittura l’Onu, con una lettera aperta scritta da Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite.

Twitter, l’Onu a Musk: “Rispettare i diritti umani”

Va garantito il rispetto dei diritti umani e il licenziamento di tutto il team non è un inizio incoraggiante. Twitter è parte di una rivoluzione globale del nostro modo di comunicare ma, come tutte le aziende, deve garantire che i diritti umani, come la privacy e la libertà di espressione, siano centrali” – si legge nella lettera di Volker Türk a Elon Musk – “La libertà di parola non è un lasciapassare: la diffusione della disinformazione dannosa, come accaduto con i vaccini Covid, provoca danni nel mondo reale. Twitter ha la responsabilità di evitare di amplificare i contenuti che danneggiano i diritti di altre persone. La diffusione dell’odio sui social media ha avuto conseguenze orribili per migliaia di persone, le politiche di moderazione dei contenuti di Twitter dovrebbero continuare a vietare l’odio. È necessario fare ogni sforzo per rimuovere prontamente questo tipo di contenuti“.

La fuga da Twitter

Intanto, però, le varie uscite di Elon Musk (a cominciare dall’introduzione della spunta blu a pagamento) non sono piaciute a molti utenti, dai vip alle persone comuni. C’è chi ha già lasciato Twitter e chi minaccia di farlo a breve, in favore di piattaforme simili ma meno conosciute. Come ad esempio Mastodon, creato nel 2016 da Eugen Rochko: una rete di microblogging libera, open-source, con post ordinati in una time-line senza l’influenza di algoritmi. Le funzioni sono analoghe a quelle di Twitter, con i toot (massimo 500 caratteri) al posto dei tweet e i boost al posto dei retweet. “Questo è il più grande social network decentralizzato, che a differenza di quelli tradizionali è open source, non raccoglie i dati degli iscritti, non ha pubblicità o algoritmi segreti che decidono cosa devi vedere“, spiegano i creatori di Mastodon.

Articolo precedenteCop27, l’Oms: “Rischio 250mila morti in più ogni anno”
Articolo successivoJet privati, attivisti bloccano la pista dell’aeroporto di Amsterdam: il video