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Elezioni a Roma, exit pool: Gualtieri in vantaggio

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Ballottaggio Roma, secondo gli exit pool Gualtieri sarebbe in vantaggio su Michetti con una percentuale che va tra il 58 e il 62% rispetto al risultato del candidato del centrodestra che si fermerebbe tra il 38 e il 42%.  Arrivano dati seconda proiezione: candidato del centrosinistra Gualtieri al 59,9%.

I dati della seconda proiezione (Rai/Opinio) basati su una copertura del 39% danno il candidato del centrosinistra Gualtieri al 59,9%, il candidato del centrodestra Michetti fermo al 40,1%.

 

 

Roberto Gualtieri, il candidato sindaco di Roma per il centrosinistra è in netto vantaggio su Enrico Michetti del centrodestra.
Secondo dati Quorum/YouTrend per Sky Tg24, Gualtieri sarebbe in netto vantaggio con una percentuale che va tra il 58 e il 62% rispetto al risultato del candidato del centrodestra che si fermerebbe tra il 38 e il 42%.

Dati piuttosto simili quelli di “Opinio Rai” che danno Roberto Gualtieri tra iI 59 e il 63% ed Enrico Michetti, tra il 37 e il 41%.
Circa 20 punti di vantaggio, quindi, per l’ex ministro dell’Economia che sta seguendo lo spoglio del ballottaggio dalla sede del suo comitato elettorale a Portonaccio. Alla pubblicazione dei primi exit poll nell’ufficio del candidato sindaco si è sentito un forte boato seguita da un lungo applauso.

Se i dati saranno confermati Gualtieri dovrà dimettersi da deputato aprendo la strada a elezioni suppletive nel collegio uninominale Lazio 1-01 della Camera. Intanto lo stato maggiore del Pd romano si sta organizzando per la proclamazione della vittoria di Roberto Gualtieri come sindaco di Roma. Qualora i dati degli exit poll e degli instant poll fossero confermati, i ministri e i leader dem saranno chiamati a raccolta a Piazza Santi Apostoli intorno alle 18 dopo un passaggio veloce al Nazzareno, sede del Pd.

È il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – che sta seguendo lo spoglio del ballottaggio insieme a Roberto Gualtieri al comitato elettorale – il primo dem a fare le congratulazioni pubbliche al candidato sindaco Gualtieri.
L’ex segretario dem su Facebook ha scritto: “Bravo Roberto Gualtieri, sarai un grande Sindaco! Bravi tutti, ora Roma”.


“I risultati degli exit poll registrano una vittoria nettissima, al di là di ogni previsione, del centrosinistra. A Roma lo scarto tra Gualtieri e Michetti è di moltissime lunghezze. A Torino, dove sino alla vigilia del primo turno il candidato della destra Damilano era considerato vincente, è invece ampiamente in vantaggio Lo Russo. Persino a Trieste, città che non era considerata contendibile alla destra, siamo invece di fronte a un testa a testa. Sommati ai risultati di due settimane fa, questi esiti dicono chiaramente che l’offerta politica del centrodestra non è stata ritenuta credibile dagli elettori, che hanno invece premiato la prospettiva di un nuovo centrosinistra unito e le esperienze di buona amministrazione“, afferma la capogruppo di Leu al Senato Loredana De Petris.

“Non sottovaluto – prosegue la capogruppo di Leu – il dato molto preoccupante dell’astensione. C’è una disaffezione e una sfiducia nei confronti della politica che mina la partecipazione democratica e lascia aperti spiragli alla demagogia populista e sovranista che, dopo aver imperversato per anni, appare oggi battuta ma non ancora sconfitta. Per recuperare quella sfiducia e per mettere in campo anche alle elezioni politiche un’offerta politica solida c’è una sola strada: muoversi risolutamente, anche a livello di amministrazioni comunali, verso gli obiettivi di una vera riconversione ecologica e di una lotta senza quartiere contro le diseguaglianze sociali“.

Affluenza in calo nel primo dei due giorni di voto

Ancora in calo, infatti, l’affluenza nel primo dei due giorni di voto per l’elezione del nuovo sindaco di Roma. Alle 23 aveva votato il 30,87% degli aventi diritto, dato in calo rispetto al 3 ottobre – prima giornata di voto del primo turno – quando alla stessa ora aveva l’affluenza si attestava al 36,82%.

Il dato di presenze più alto è stato toccato del II Municipio (Flaminio, Parioli, Salario), dove alle 23 aveva votato il 36,87 per cento dei residenti. Ultimo posto in termini di presenze alle urne, invece, per il VI Municipio (Tor Bella Monaca, Torre Maura, Torre Spaccata) dove alla stessa ora aveva votato soltanto il  23,95% degli aventi diritto (contro il 31,68% di due settimane fa).

Enrico Michetti – candidato sindaco per il centrodestra – e Roberto Gualtieri – in corsa per il Campidoglio per il centrosinistra – dovranno quindi fare i conti con la disaffezione alla politica che ha colpito i cittadini di Roma così come il resto degli italiani.

In un quadro fluido come quello romano, poi, è difficile capire se l’affluenza bassa sia un punto a favore di Michetti, di Gualtieri o di nessuno dei due. Il rischio reale è che il nuovo sindaco di Roma possa essere scelto per una manciata di voti di scarto.

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Michetti e Gualtieri per vincere hanno bisogno dei voti di Raggi e Calenda

Entrambi si giocano la poltrona del Campidoglio tentando di convincere gli elettori che al primo turno avevano optato per gli altri due candidati big.

 

Carlo Calenda si è recato alle urne nella mattinata di ieri. Il leader di Azione, che al primo turno era arrivato terzo con il 19,8% dei voti e che sin da subito aveva dichiarato il proprio endorsment personale per Gualtieri ma senza indicazioni di voto per il proprio elettorato, subito dopo il voto di ieri ha pubblicato una foto su Instagram con didascalia: “Con aria mesta ma ho fatto il mio dovere”. E poco prima aveva pubblicato un tweet in cui esortava i romani a recarsi alle urne perché “il voto esprime la potenza del cittadino. Anche quando gli esiti di questo processo ci fanno parecchio inc…”.

 

Nonostante la prassi consolidata per i leader politici è quella di votare nella mattinata del primo giorno,  la sindaca uscente di Roma Virginia Raggi a quanto si apprende ha votato per il ballottaggio questa mattina intorno alle 10.

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Autisti ai seggi come scrutatori e la Capitale rimane bloccata

Effetto collaterale della lunga tornata elettorale per l’elezione del prossimo sindaco di Roma sono stati i disagi alla viabilità. Sì perché – come ormai accade da anni – durante le elezioni tantissimi autisti dell’Atac decidono di arruolarsi nell’esercito di scrutinatori o rappresentanti di lista. Ruoli a cui per legge i lavoratori possono accedere. Ma se per scrutatori e presidenti di seggio il lavoro durante i tre giorni di elezioni (si lavora anche il sabato precedente) è lungo ed estenuante, per i rappresentanti di lista si tratta spesso di presenziare solo un paio d’ore durante la giornata e poi magari durante gli spogli.

In tutto i dipendenti dell’Atac che si sono fatti avanti come scrutinatori o rappresentanti di lista ai seggi sono 650. Di questi, ben 450 sono autisti. Il risultato? Secondo l’agenzia comunale “Roma servizi per la mobilità” alle 9 del mattino di ieri erano presenti nelle strade di Roma 617 mezzi (tra bus e tram). Domenica scorsa alla stessa ora erano 701 (84 in più).

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