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Elezioni, in Regno Unito centrale la lotta contro il cambiamento climatico

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Secondo i sondaggi la maggioranza degli elettori britannici è favorevole a misure drastiche per contrastare i cambiamenti climatici. Per molti le prossime elezioni del 12 dicembre 2019 saranno le prime “elezioni climatiche”.

Secondo un sondaggio di YouGov, la maggioranza degli elettori del Regno Unito, tra cui metà degli elettori conservatori, è favorevole ad un piano radicale per trasformare l’economia inglese e contrastare la crisi climatica: il 56% delle persone è favorevole a ridurre a zero le emissioni dell’economia britannica entro il 2030, e metà della popolazione sosterrebbe un forte intervento nella spesa pubblica per rendere gratuiti alcuni servizi come i trasporti pubblici.

Il sondaggio sottolinea un crescente interesse del pubblico sulla crisi climatica e sul supporto di soluzioni radicali per risolverla. La scorsa settimana un altro sondaggio ha reso noto che l’emergenza climatica influenzerà il voto delle persone, con due elettori su tre che dichiarano di considerarla il più grande problema che l’umanità sta affrontando.

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Il nuovo sondaggio, commissionato da Green New Deal Uk,  ha rilevato che il 47% degli elettori conservatori supportano l’obiettivo emissioni zero entro il 2030, mentre il 16% è d’accordo con il governo nell’allungare i tempi fino al 2050.  Il Partito Labourista e quello dei Verdi vogliono raggiungere l’obiettivo entro il 2030, mentre i Liberal Democratici entro il 2045.

Aliya Yule, cofondatrice di Laboristi per un Green New Deal, gruppo che ha influito sulla decisione del partito di scegliere il 2030, sostiene che le prossime elezioni saranno le prime “elezioni climatiche”.

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Secondo Yule solo con un “rivoluzione industriale verde”, che mira a legare azioni radicali contro l’ambiente con la creazione di posti di lavoro e miglioramento delle infrastrutture, saremo in grado di affrontare la crisi. “Neanche gli elettori conservatori sostengono l’obiettivo dei Tories del 2050. Non hanno credibilità sul cambiamento climatico, neanche tra i loro sostenitori”, afferma Yule.

L’obiettivo 2030 è stato parte della politica del partito dei Verdi per anni.” – ha detto un portavoce del partitoIl fatto che la maggioranza delle persone stia supportando questo risultato adesso dimostra come la preoccupazione sull’emergenza climatica stia accelerando e come ci sia poco supporto per le politiche del governo di sceglier obiettivi per metà secolo e di usarli come scusa per intraprendere poche azioni per ottenerli”.

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Questa settimana gruppi di studenti e pensionati hanno richiesto che tutti i leader dei partiti partecipassero ad un dibattito televisivo sul cambiamento climatico. Tutti hanno accettato, ad eccezione del Primo Ministro, Boris Johnson, che non ha riposto.

Per Noga Levy-Rapoport, che ha partecipato agli scioperi per il clima: “Questa elezione è l’ultima chance per affrontare il cambiamento climatico. Il pubblico chiaramente supporta gli obiettivi più ambiziosi per ridurre le emissioni. I partiti dovrebbero rispondere allo stesso modo offrendo un Green New Deal che riduca rapidamente le emissioni migliorando gli standard di vita ed espandendo servizi gratuiti come i trasporti pubblici”.

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