Politica

Elezioni Gran Bretagna, uscita dall’UE. Vittoria dei conservatori

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Il Regno Unito ha deciso: i cittadini hanno scelto l’uscita dall’Unione europea voluta dal premier conservatore Boris Johnson.  

Secondo gli exit poll i Tory avrebbero 368 seggi contro i 191 del Labour. Nessuna speranza quindi per l’ipotesi di quel  secondo referendum promesso dal laburista Jeremy Corbyn.

Elezioni al via questa mattina nel Regno Unito: i seggi sono aperti dalle 7:00 ora locale (le 8:00 in Italia) in 650 collegi elettorali tra Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord ed i sudditi di Sua Maestà potranno votare fino alle 22:00 locali.

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I risultati arriveranno quindi nella notte fra giovedì e venerdì. Il favorito è l’attuale premier Boris Johnson ed il suo partito conservatore, ma il suo principale sfidante, il laburista Jeremy Corbin, è ancora convinto di poterlo battere.

Johnson punta a portare il Paese fuori dalla Ue alla nuova scadenza del 31 gennaio 2020. Il suo rivale Corbin promette di convocare un secondo referendum sull’uscita dall’Unione europea. Per i media britannici non ci sono dubbi: il Guardian parla questa mattina di una scelta “storica” e l’Independent gli fa eco definendo lo scrutinio “veramente storico”. Si tratta delle terze elezioni (dopo quelle del 2015 e 2017) in meno di cinque anni e le prime tenute nel mese di dicembre in circa 100 anni.

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Sulla vittoria di Johnson, sono pochi gli osservatori che sembrano avere dubbi. Il punto non è tanto il risultato finale, quanto il margine, vale a dire, i seggi che i Conservatori otterranno. Secondo le previsioni, i Tories potrebbero ottenere fino a 339 seggi, ma non c’è alcuna certezza che possano superare la fatidica soglia dei 326 seggi, necessaria per la maggioranza assoluta.

Il sistema elettorale britannico è un maggioritario uninominale secco. In pratica, il candidato del singolo collegio che prende più voti vince il seggio in Parlamento. Dunque non si tratta di una sfida sul numero di voti a livello nazionale, bensì di una lotta elettorale capillare e locale, composta dunque di 650 piccole sfide che comporranno il Parlamento e la sua maggioranza. Per questo si tratta di elezioni estremamente imprevedibili, a maggior ragione quest’anno, con la Brexit di mezzo.

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E su Twitter intanto spopola l’hashtag #dogsatpollingstations con il quale gli elettori britannici e non solo stanno pubblicando le foto dei loro cuccioli ai seggi.

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