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Elezioni, continua l’onda Green in Europa: boom dei Verdi in Svizzera

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Dopo l’Austria e la Germania anche in Svizzera il Partito Ecologista sfonda, arrivando al 13%, continuando l’ondata di rinnovamento Green che sta attraversando l’Europa.

Ci si aspettava un exploit anche in Svizzera, ma non con questi numeri. Il partito verde e i verdi liberali, le due formazioni ecologistiche elvetiche, hanno raggiunto risultati fuori ogni previsione nelle elezioni per il Parlamento Federale, svoltesi nel weekend in Svizzera. Perdono terreno invece la destra nazionalista i socialisti e liberali, mentre i democristiani hanno ottenuto un discreto guadagno.

Per l’area verde ora si apre il capitolo di un eventuale ingresso nel Consiglio federale (il Governo svizzero), che i numeri rendono possibile sulla carta, ma che per concretizzarsi dovrà nel caso superare alcuni ostacoli.

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Nelle proiezioni di SSR-gfs.bern delle 18, nel voto per il Consiglio nazionale (la Camera dei deputati) il Partito verde ottiene il 13% (5,9 punti in più rispetto a quattro anni fa), mentre il Partito dei verdi liberali registra il 7,6% (3 punti in più). L’Udc, formazione della destra nazionalista e antieuropeista, rimane al primo posto con il 25,6% ma perde 3,8 punti. Il Partito socialista scende al 16,5%, con 2,3 punti in meno.

Le due formazioni storiche di centro registrano un andamento diverso tra loro: il Partito liberal radicale è al 15,5% (-0,9 punti), il Partito popolare democratico (democristiano) è all’11,8% (+0,2 punti); un’altra formazione di centro, il Partito borghese democratico, scende al 2,4% (meno 1,7 punti). Queste sono, secondo le stesse proiezioni delle 18, i seggi al Consiglio nazionale: Udc 54 (-11), Partito socialista 39 (-4), Partito liberal radicale 29 (-4), Partito verde 27 (+16), Partito popolare democratico 26 (-2), Partito dei verdi liberali 15 (+8), Partito borghese democratico 3 (-4).

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Con oltre il 20% dei voti complessivi (con un guadagno di 8,9 punti), le due formazioni dell’area verde potrebbero chiedere l’ingresso nel Governo, che è eletto dal Parlamento e comprende membri di tutti i maggiori partiti elvetici. Attualmente l’Esecutivo ha due esponenti Udc, due socialisti, due liberali, un esponente democristiano. Nel Partito socialista sono già stati espressi pareri favorevoli all’ingresso di un esponente verde nel Governo.

Ci sono però tre ostacoli. Il primo è che ci vuole un accordo sul nome tra verdi e verdi liberali, che sono vicini sui temi ma hanno anche alcune divergenze.

Il secondo è che per ottenere l’ingresso di un verde dovrebbe votare a favore di questo anche il partito democristiano, che però tradizionalmente collabora con i liberali (che dovrebbero lasciare nel caso uno dei due loro posti in Governo).

Il terzo è che a votare per il Governo sono, insieme, i due rami del Parlamento, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati (Senato dei Cantoni) e in quest’ultimo i verdi sono meno presenti. Per conoscere la composizione del nuovo Consiglio degli Stati occorrerà attendere l’esito dei ballottaggi, il mese prossimo.

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Resta il fatto che gli ambientalisti hanno ottenuto in Svizzera un chiaro successo politico, che si inserisce nell’attuale onda internazionale e si collega in modo particolare ai passi avanti fatti dagli ecologisti nelle vicine Germania e Austria, in una sorta di triangolo politico verde nell’area dei Paesi di lingua tedesca.

 

 

 

 

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