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Italia al voto, urne aperte fino alle 23 per le elezioni politiche

elezioni politiche 2022

Elezioni 2022, i dati dell’affluenza: alle ore 12 è stata del 19,21%. Affluenza parziale alle 19 al 51%.

Alle elezioni per il rinnovo della Camera alle ore 19 ha votato il 51,25% degli aventi diritto, quando i dati sono relativi a circa metà dei comuni (relativi a 6.716 enti su 7.904). Lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno.

Nella precedente tornata elettorale del 2018 alla stessa ora si era recato alle urne il 59,25% degli elettori per la Camera. Per 2,6 milioni è la prima volta alle urne.

Affluenza alle ore 12: ha votato il 19,21% degli aventi diritto. 

Alle 12 aveva votato il 19,21% degli aventi diritto al voto (una percentuale in linea con le elezioni politiche precedenti).

Questi i dati dell’affluenza alle 12, regione per regione:

  • Abruzzo: 17,17%
  • Basilicata: 13,86%
  • Calabria: 12,84%
  • Campania: 12,45%
  • Emilia-Romagna: 23,46%
  • Friuli-Venezia Giulia: 21,68%
  • Lazio: 20,81%
  • Liguria: 21,86%
  • Lombardia: 22,40%
  • Marche: 20,15%
  • Molise: 13%
  • Piemonte: 20,48%
  • Puglia: 16,8%
  • Sardegna: 15,58%
  • Sicilia: 14,77%
  • Toscana: 22,33%
  • Trentino-Alto Adige: 18,93%
  • Umbria: 20,09%
  • Valle d’Aosta: 19,92%
  • Veneto: 22,13%

 

Alle 7 in punto in tutta Italia si sono aperte le urne per permettere agli italiani di votare per le elezioni di eleggere i 400 deputati e i 200 senatori che, dopo il taglio dei parlamentari avvenuto lo scorso anno tramite referendum, andranno a formare il nuovo Parlamento.

I seggi resteranno aperti fino alle 23 quando inizieranno le operazioni di scrutinio delle schede. Alla stessa ora saranno pubblicati i primi exit poll.

Elezioni 2022, un voto per il clima

Quella che ha portato alle elezioni di oggi è stata una campagna elettorale che ha visto al centro i temi legati all’energia. Una necessità, vista la crisi energetica che l’Europa intera sta vivendo e le cui conseguenze maggiori saranno visibili questo inverno. E dunque anche il tema dell’ambiente, seppur indirettamente, è stato centrale. Perché il futuro del nostro Pianeta dipenderà da come decideremo di produrre energia nei prossimi anni. Per essere più chiari: dal tipo di combustibili che utilizzeremo per farlo.

I partiti politici, nelle settimane precedenti al voto, hanno presentato le proprie posizioni sulle questioni energetiche, tra nucleare, rigassificatori, nuove trivellazioni per estrarre gas in house e rinnovabili.

Quello di oggi, dunque, sarà un voto anche per il clima (come hanno chiesto i giovani attivisti dei Fridays for future venerdì scorso). Un voto per decidere se le ragioni della crisi energetica debbano o meno sovrastare quelle della crisi climatica. Un voto, insomma, per decidere se salvare il nostro inverno dal pericolo di scarsità di energia disponibile o salvare il Pianeta dal pericolo di un ulteriore inasprirsi delle conseguenze dei cambiamenti climatici.

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