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Il premio Nobel per la Fisica si unisce all’appello di alcuni climatologi, ma si rivolge anche agli elettori.

Giorgio Parisi raccoglie l’appello dei climatologi ai partiti italiani in vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, ma si rivolge anche agli elettori. “È importante che i partiti mettano in chiaro nei programmi quali sono i loro progetti per la lotta ai cambiamenti climatici” – ha spiegato lo scienziato italiano, premio Nobel per la Fisica 2021, in un’intervista a La Repubblica – “Però è importante anche che gli elettori si facciano sentire e decidano chi votare anche in base a quale di questi progetti trovano più convincente“.

Giorgio Parisi: “Il clima in Italia deve essere centrale”

Gli scienziati italiani hanno chiesto ai partiti politici di considerare la crisi climatica come una priorità da affrontare. Giorgio Parisi è d’accordo e spiega: “I prossimi anni saranno cruciali, più si aspetta a prendere provvedimenti, più il riscaldamento continua e diventerà difficile tornare indietro“. Sul clima, il fisico italiano è convinto che la questione debba essere centrale “anche per una questione strategica. Per un Paese come l’Italia, che deve importare i combustibili fossili, che siano gas, carbone o petrolio, passare alle fonti rinnovabili renderebbe molto più stabile l’economia. E se si facesse davvero su grande scala l’efficientamento termico di tutte le abitazioni, a fronte di un grande investimento, si avrebbe un grande ritorno per l’economia e il lavoro“.

 

Giorgio Parisi: “Responsabilità anche degli elettori”

Agli elettori, Giorgio Parisi rivolge un appello. “Finora non si sono fatti molto sentire. Hanno votato anche loro in base ai propri interessi di breve periodo” – spiega il premio Nobel per la Fisica – “Dunque la responsabilità è sia dei politici che degli elettori: se questi ultimi non fanno in modo che sia conveniente per i partiti fare una politica climatica, i politici non la attueranno certo in modo spontaneo“.

 

Ev-Si: “Per noi il clima al centro dell’agenda politica”

Accogliamo e facciamo nostro l’appello lanciato questa mattina dalle colonne de la Repubblica dagli scienziati della Sisc, Società italiana per le scienze del clima, ripreso e condiviso dal prof. Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica nel 2021“. Inizia così una nota congiunta di Eleonora Evi e Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde, e di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana.
Come unica forza politica ecologista in campo per le elezioni del 25 settembre, non possiamo che sentire forte, su di noi, la responsabilità di portare la lotta alla crisi climatica al centro dell’agenda politica. Il nostro programma elettorale, in via di definizione, sarà totalmente incentrato sulla giustizia climatica e sulla giustizia sociale a essa strettamente connessa” – la nota di Ev-Si – “Ci piacerebbe pertanto collaborare con la comunità scientifica che potrebbe interfacciarsi con il Comitato scientifico di Europa Verde, presieduto da Luca Mercalli, per elaborare soluzioni sempre più innovative, scientificamente fondate, praticabili ed efficaci per salvare il nostro ecosistema e la fragile lingua di terra in mezzo al mare che è l’Italia“.

Patuanelli: “La nostra è l’agenda Parisi”

I partiti devono mettere in chiaro, davanti ai cittadini, le loro agende. Noi abbracciamo l’agenda Parisi“. Così Stefano Patuanelli, esponente del M5S e ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Il ministro, in un’intervista a La Stampa, ha contrapposto l’agenda Parisi all’agenda Draghi, di cui si discute molto sin dalle dimissioni del presidente del Consiglio. “Le parole del prof. Parisi sono un manifesto ecologista su cui non possono esserci incertezze. Non mi occupo di alleanze, ma noi poniamo temi chiari: se Si e Verdi vorranno unirsi a noi, bene, altrimenti saremo gli unici a porre certi temi” – spiega Patuanelli – “Non possiamo allearci con chi vuole il nucleare o tecnologie di gestione dei rifiuti superati, e poi pensa di presentarsi agli elettori da ecologista, partecipando ai Fridays for Future. A tutto c’è un limite“.
Stefano Patuanelli non risparmia neanche una frecciata al Pd: “Tra i 5S, sono stato quello che ha creduto di più all’alleanza con loro, mi fa male vederlo spostarsi a destra. Il percorso si è interrotto e le evoluzioni degli ultimi giorni ci mostrano anche il perché. Per battere la destra serve la sinistra, non un’ammucchiata al centro“.

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