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GERMANIA. MERKEL VINCE MA CALA. TRACOLLO SPD. VOLA ULTRADESTRA

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Di Antonio Creti

Brutte notizie da Berlino. Cdu E Spd in grande calo. Vola l’ultradestra che sfonda il muro del 10%, ovvero quello dei sondaggi più pessimisti, arriva oltre il 13%, portando in Bundestag un squadrone di quasi 100 deputati.

Avanti come da pronostico la Merkel con la CDU che si conferma il primo partito al 33.1%, (precedente 41,5). Ancora peggio l’SPD di Martin Schulz che arriva appena al 20.9% (25.7), registrando un minimo storico.

Insomma il diluvio per AfD di Alexandr Gauland, che si temeva, si è avverato. L’Ultra destra xenofoba entra per la prima volta al Bubdestag, incassando un clamoroso 13%, terzo partito tedesco con quasi 100 deputati.

I liberali di Christian Lindner arrivano al 9.5%. Bene Verdi 9,2% e Linke 8,9%

Vittoria quindi come da pronostico per Angel Merkel che arriva quindi al quarto mandato consecutivo ma viene fortemente ridimensionata dagli elettori con il CDU-CSU che perde circa l’8%

Ma vittoria che apre scenari difficili.

Adesso sarà possibile solo un governo di colazione. Probabilmente CDU-SPD, possibile anche l’inserimento dei liberali per una Grosse Koalition.

Adesso vedremo le prime dichiarazioni e gli altri exit poll

E che non tutto era così scontato, la cancelliera lo aveva capito ieri a Monaco, in Baviera,. quando davanti ai una ondata di fischi sempre più insistente ha dovuto alzare la voce, gridando: “Quello che è successo nel 2015 non si ripeterà“, ammettendo che la scelta di accogliere oltre un milione di rifugiati, quasi tutti provenienti dalla Siria, sia stato mal digerito anche dal suo elettorato più fidato e che la sua frase “ce la faremo” oggi, letta a posteriori, è un’ammissione di fallimento.

AfD, Alternative fuer Deutschland, il partito xenofobo di estrema destra, con chiari connotati di filo-nazismo, fa  per la prima volta il suo ingresso al Bundestag, il Parlamento federale. Non è questa la prima volta che accade. In ben tre elezioni, nel 1949, 1953 e nel ’57, un partito neonazista era riuscito a portare suoi rappresentanti nel Bundestag.

Ma erano altri tempi, tanto che Adenauer non ebbe problemi, pur di formare la coalizione di governo, ad accettare la collaborazione con la BHE, piazzando un ministro che da giovane aveva militato nella”gioventù nazista”.

Ma quello dell’epoca era comunque un raggruppamento di pochi deputati che non poteva influenzare le scelte politiche di fondo; e comunque c’era un pesante clima di guerra fredda che presto avrebbe portato alla costruzione del muro di Berlino che, in  qualche modo, se non  giustificava, però rendeva più comprensibile la presenza di testimonianze ultranazionaliste.

Oggi tutto è diverso. In Germania come nel resto d’Europa, le organizzazioni dell’ultradestra, hanno obiettivi ben diversi da quelli semplicemente nostalgici, e puntano, in Germania come altrove, al disgregamento dell’Unione europea.

Alternative fuer Deutschland col 13% porta a casa  circa 100 deputati, ovvero di una forza capace di poter disporre di un contributo annuo di circa 30 milioni di euro, di meritarsi la vicepresidenza della Camera, di poter avere accesso a tutte le emittenti nazionali, rompendo il muro di silenzio che la ha fortemente limitata negli anni passati.

Se poi, si dovesse arrivare alla “Grosse Koalition” Cdu-Spd, allora si avrebbe la AfD come unica opposizione al Governo, il che le permetterebbe di conquistarsi il diritto alla presidenze della Commissioni parlamentari, tra cui quella ambitissima del Bilancio.

Alle ultime elezioni la CDU arrivò la 41.5% dei volti. I sondaggi  accreditavano la Merkel di una vittoria in flessione con un tetto massimo del 36-37%. La Supercancelliera è andata peggio e di molto

 

 

 

 

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