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Energia, le ricette dei partiti per combattere la crisi energetica in vista delle elezioni

elezioni e crisi energetica

La crisi energetica sarà senza dubbio tra i più importanti banchi di prova sui quali dovrà lavorare il nuovo governo. Ma cosa prevedono i partiti per uscire dalla crisi? 

La crisi energetica con il prezzo del gas alle stelle e la necessità di trovare fonti alternative di energia sarà senza dubbio una delle prima grane del governo che si formerà dopo le elezioni parlamentari del 25 settembre prossimo. I partiti e le coalizioni, dunque, stanno presentando i loro programmi sui temi dell’energia e del gas. Il meeting di Comunione e Liberazione di Rimini è stato il palco sul quale i leader delle maggiori forze politiche (tranne il Movimento 5 Stelle) hanno presentato la loro visione. Altre informazioni sono deducibili dai programmi elettorali presentati online. Dunque, come si esce dalla crisi energetica in corso?

Acquistare gas russo sul mercato internazionale resterà una necessità ancora per molto. Per questo motivo tutti i partiti si sono ritrovati d’accordo sulla necessità di imporre un tetto massimo al prezzo del gas. Il cosiddetto price cap ma a livello europeo e non nazionale. Ma quando si parla di fonti alternative al gas le posizioni si fanno differenti.

Partiamo dal nucleare. Qui ci sono due grossi schieramenti: quello del no – formato da tutto il centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle – e quello dell’apertura all’introduzione dell’energia nucleare di ultima generazione. Sono di questo avviso tutti i partiti del centrodestra e il tandem Azione-Italia Viva.

Sulle energie rinnovabili puntano tutti, chi più chi meno, anche se con diversi gradi di forza. Ma per i partiti del centrodestra è necessario anche estrarre gas in house con la riattivazione dei vecchi pozzi di gas presenti in Italia e la realizzazione di nuovi pozzi dove possibile. Il centrosinistra invece punta tutto sui rigassificatori, così da poter importare gas da altri Paesi anche senza un tubo che ci collega a loro. Ma ad una condizione: devono essere considerati emergenziali ed essere smontati entro il 2050.

Il Movimento 5 stelle, da parte, sua va oltre il price cap sul prezzo del gas e propone una revisione generalizzata del meccanismo dei prezzi dell’energia, attualmente legati al mercato di Amsterdam. Inoltre, cavallo di battaglia, dei 5 stelle, resta l’introduzione delle tasse sugli extraprofitti sui fornitori.

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