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Il Partito Democratico ha ufficialmente presentato la lista dei candidati alle elezioni del 25 settembre. Tanti i nomi noti e i cavalli di ritorno, ma nessuna figura di spicco per quanto riguarda il tema ambientale.

Presentata ufficialmente dal Partito Democratico la lista dei candidati regione per regione alle elezioni politiche del 25 settembre 2022. Tanti gli esclusi eccellenti (dalla Cirinnà a Lotti, da Valeriani a D’Amato), tantissimi i volti noti.

Da Zingaretti alla Seracchiani, dalla Boldrini a Roberto Morassut, la lista del Partito Democratico sembra un elenco dei soliti noti, con qualche eccezione di gran valore, come il virologo Andrea Crisanti.

 


Unici assenti sembrerebbero essere le personalità con un background “green”: esperti, divulgatori o figure di spicco italiane che possono portare avanti l’impegno della transizione ecologica.

Se tra i 15 “fedelissimi” presentati da Giuseppe Conte alle primarie del M5S hanno trovato posto l’ex Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e Livio de Santoli, Prorettore per le politiche energetiche dell’Università Sapienza, se anche Luigi Di Maio ha “assoldato” la green influencer Federica Gasbarro, nelle liste del PD parrebbero mancare totalmente figure legate al tema ambientale, relegate agli alleati di +Europa e Europa Verde.

 

 

 

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Una situazione paradossale se si pensa a quanto sia divenuto importante il tema ambientale, citato con foga nei proclami dei leader politici e nei programmi elettorali del centrosinistra.

Da anni infatti il tema ambientale è diventato quello che gli americani definiscono un “game changer” ovvero un tema capace di spostare talmente tanti voti da permettere di vincere le elezioni.

Se sarà un’occasione persa per il PD, considerando anche il “silenzio sistematico” sul tema da parte delle destre, lo scopriremo il 26 settembre.

 

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