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TRIBUNALE BOCCIA CANCELLERI IN SICILIA. FICO DICE NO GRILLO

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Di Antonio Creti.

Giornata campale e a nervi tesissimi per il M5S. Da una parte il Tribunale di Palermo dà ragione a Giulivi sulla corsa alla candidatura alla regione Sicilia. Dall’altra parte a Roma, nonostante il pressing di Grillo, Fico non si presenta all’incontro con l’ex-comico, rifiutando platealmente di candidarsi in alternativa con Di Maio alle primarie per la leadership del nascente partito.

Grillo sbarcato a Roma, litiga con i giornalisti all’uscita dell’hotel (“Vi mangerei tutti solo per vomitarvi”), mostrando nervi tesissimi.

Ma lo smacco più grande è alle elezioni siciliane.

Contrordine grillini. Tutto sbagliato. Tutto da rifare. La quinta sezione civile, specializzata in materia di impresa del Tribunale di Palermo, apre la mattinata d’inferno per i 5 Stelle, confermando le decisione assunte il 12 settembre, dichiarando irregolari le regionarie siciliane. Annullando  l’elezione di Giancarlo Cancelleri candidato M5S.

Mauro Giulivi, il candidato escluso che aveva fatto ricorso è stato quindi clamorosamente reintegrato e potrà partecipare alle elezioni. A meno di nuove regionarie da fare a tamburo battente. Sabato infatti scadranno i termini per la presentazione del simbolo.

Si tratta quindi di un’altra decisione che ingarbuglia la situazione all’interno del movimento alle prese con le primarie online per la scelta del candidato premier.

Anche perché Cancelleri è uomo di Di Maio.

Adesso il Movimento ha due possibilità:  tentare un improbabile ricorso contro la sentenza, oppure rifare di sana pianta le regionarie siciliane, con relativo evidente grave danno di immagine per i sostenitori delle regole, della trasparenza, della democrazia diretta.  Insomma, come accadde per la Liguria, questi veleni di carte bollate, denunce, ricorsi rischiano seriamente di compromettere le possibilità di successo alle prossime elezioni siciliane.

Va segnalato che il tribunale palermitano ha mollato anche un siluro al meccanismo di voto “Rousseau”confermato un principio cardine: le mail spedite dai server della Casaleggio, da parte dell’Associazione Rousseau, non valgono come instaurazione di procedimento disciplinare: “Il mero invito a fornire chiarimenti – scrive la giudice Claudia Spiga – non risulta preordinato a garantire il necessario diritto di difesa al destinatario, bensì, in assenza di alcuna esplicitazione, costituisce un semplice invito informale a chiarire la volontà in ordine all’invito alla sottoscrizione del cosiddetto codice etico, o ancora a fornire le eventuali motivazioni”.

Quindi è vero che Giulivi aveva ricevuto una mail che gli faceva notare che non aveva sottoscritto un codice etico aggiuntivo rispetto al regolamento del “Non Statuto”, ma secondo il tribunale questa mail non instaura alcun procedimento disciplinare o per mancati adempimenti, e quindi non sospende Giulivi.

Vale inoltre ricordare che Grillo dopo la prima sospensione da parte del tribunale di Palermo, promise che si sarebbero adeguati alle decisioni del giudice: “Il Movimento 5 stelle parteciperà alle elezioni, come previsto, e lo farà seguendo le decisioni che verranno prese dal tribunale”.

Il tribunale infine ha anche determinato che tutte le spese legali della controversia saranno a  carico del Movimento. Insomma Giulivi ha vinto su tutta la linea.

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