Territorio

Elefanti, il tribunale respinge il ricorso: confermato il divieto di commercio dell’avorio

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Il tribunale inglese ha respinto i ricorsi delle associazioni di antiquari contro l’Ivory Act, l’atto del 2018 che criminalizza la compravendita di avorio, con alcune eccezioni artistiche. “E’ un giorno fantastico per gli elefanti” commentano gli ambientalisti.

Lo scorso mese un piccolo numero di antiquari ha portato l’Ivory Act in tribunale sostenendo che la vendita di oggetti “di eredità culturale” non ha un impatto sul mercato illegale della vendita delle zanne. La Corte ha però rigettato il ricorso.

La denuncia è stata presentata da FACT, Friends of Antique Cultural Treasures, ma i fondi sono stati raccolti da BADA, la British Antique Dealers’Association. Per i commercianti il divieto entrava in contrasto con la CEDU, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, interferendo con il diritto di proprietà degli individui.

L’Ivory Act è stato approvato congiuntamente da maggioranza e opposizione nel 2018 ma deve ancora entrare in vigore. Il divieto è stato introdotto dal precedente Segretario di Stato per l’ambiente, Micheal Gove, che ha lavorato per rendere l’Ivory Actuno dei più grandi divieti al mondo alla vendita di avorio per proteggere le generazioni future di elefanti”.

In risposta alla decisione dei giudici Mary Rice, CEO di EIA, Environment Investigation Agency, ha commentato: “E’ una vittoria per il buon senso e mantiene la posizione del Regno Unito come leader globale nella lotta alla vendita illegale d’avorio”.

EIA è parte della coalizione di 11 organizzazioni che supportano l’Ivory Act, sostenendo che ogni vendita legale d’avorio fornisce la copertura per la vendita illegale, perché è difficile distinguere l’avorio appena intagliato da quello più antico. L’Inghilterra è uno degli esportatori maggiori di antichità in avorio, in particolare verso Cina e Honk Kong.

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L’attuale Segretario di Stato dell’ambiente, Theresa Villiers, ha commentato: “Ho accolto con molto favore la decisione della Corte che difende l’impegno del Regno Unito nella lotta al commercio illegale d’avorio. Andremo avanti e ci assicureremo che il divieto diventi operativo per proteggere la fauna e l’ambiente”.

La Commissione Europea sta valutando ulteriori restrizioni al commercio d’avorio in Unione Europea, basate in parte sull’Ivory Act del Regno Unito, mentre altri paesi come Singapore, Australia e Nuove Zelanda, hanno introdotto o stanno valutando se introdurre simili legislazioni.

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John Stephenson, CEO del gruppo Stop Ivory, ha commentato: “Questa sfida all’Ivory act è uno schiaffo all’opinione pubblica che sempre di più sostiene l’ambiente rispetto al profitto. Speriamo che ponga fine alla questione e che il governo possa andare avanti nell’implementare l’atto, senza ulteriori distrazioni”.

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Secondo gli ambientalisti circa 55 elefanti sono colpiti da azioni di bracconaggio ogni giorno, un numero troppo alto ed insostenibile nel lungo periodo. David Cowdrey, a capo della campagna portata avanti dall’International Fund for Animal Welfaire ha detto: “Siamo felici di sentire che la Corte si sia opposta al tentativo delle lobby di ribaltare l’Ivory act. È un giorno fantastico per gli elefanti e per tutti coloro che hanno lavorato per rendere l’Ivory act il più grande divieto al mondo”.

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