Efficientamento energetico, si può fare nei cinema?

Si può fare efficientamento energetico nei cinema? La risposta è sì, si può e si deve fare.

L’industria cinematografica mondiale è responsabile del 2% delle emissioni globali di Co2. Sul fronte dei consumi energetici, un solo cinema multisala può arrivare a consumare fino a 2 milioni di kWh l’anno, pari ai consumi elettrici di 750 famiglie italiane.

Ma come si realizza l’efficientamento energetico di un cinema?

“Sicuramente ci sono vari aspetti da sottolineare – spiega a TeleAmbiente Marcello Salvio, Responsabile Laboratorio Efficienza Energetica dell’Enea – va detto che mediamente in un cinema, gli apparati tecnologici che consumano sono quelli relativi alla climatizzazione e all’illuminazione.  Ecco, questi sono i due centri di costo che vanno attaccati, con svariate tecnologie”.

“L’Enea, come Agenzia Nazionale Efficienza Energetica, gestisce anche il meccanismo delle diagnosi energetiche obbligatorie ai sensi dell’articolo 8 del Dl 102. Nell’ambito di questo decreto – prosegue Salvio – ci sono arrivate svariate diagnosi energetiche. Per gli anni 2019-2020, che sono gli ultimi dati consolidati che abbiamo a disposizione, abbiamo visto che le grandi imprese, che sono anche i cinema in Italia, cubano circa 18 mila Tep di consumi. Basti pensare che un Tep più o meno sono 5 mila kw/h, una famiglia all’anno consuma 2.500 kw/h, giusto per dare qualche numero. Di questi 18 mila, il 60-65% sono afferenti al settore della climatizzazione ed il resto ad illuminazione e proiezione”.

“I costi dell’energia sono la voce più importante, insieme al personale e alle voci di costo quelle più pesanti – racconta Roberto Cipriani, Direttore del Dream Cinema – diciamo la voce di costo da attribuire all’energia, sia per quanto riguarda energia elettrica e gas, la dobbiamo suddividere tenendo conto di diversi fattori. La stagionalità, in che periodo della stagione siamo, se siamo in estate o se siamo in inverno piuttosto che, se parliamo della mattina, del pomeriggio o della sera. Ovviamente d’inverno sarà molto più incisiva la voce delle per il riscaldamento. Nello specifico noi, per esempio, scaldiamo l’acqua con il gas con due caldaie, mentre invece l’estate per refrigerare l’acqua utilizziamo 2 macchine ciller (2 gruppi frigo), quindi comunque ci troviamo di solito che l’estate le voci di costo legate all’energia elettrica sono molto più alte rispetto all’inverno. D’inverno invece dobbiamo in inserire anche la voce del gas per fare il riscaldamento”.

“Una struttura del genere la dobbiamo pensare attiva h24 a livello di consumi – evidenzia ancora Cipriani – perché comunque anche se in estate magari puoi iniziare l’attività nel pomeriggio, magari dalle 18 in poi, però tu hai i gruppi frigo, server, i gruppi di continuità, tutti elementi collegati alla rete elettrica che comunque anche quando l’attività è chiusa, generano consumo. Quantificabile, anche da una nostra analisi fatta in fase di diagnosi energetica che si attesta intorno ai 40kw al giorno ad attività chiusa quindi comunque è un elemento importante”.

Da dove iniziare, allora?

“Abbiamo iniziato dalle cose semplici – spiega Gildo Raucci, Ad del Dream Cinema – innanzitutto da abituare i dipendenti e tutti gli operatori che vivono la struttura al senso etico del risparmio. Anche il semplice gesto di ricordarsi di spegnere la luce in un corridoio di passaggio è importante. Attraverso anche semplici interventi, automatizzare ad esempio con le fotocellule dove possibile, per poi passare ad interventi specifici che ogni struttura può effettuare, ma fondamentalmente in tre ambiti: clima, proiezione ed illuminazione”.

“Tra gli interventi più sostanziosi che abbiamo realizzato c’è quello di un giusto e oculato utilizzo di qualsiasi attrezzatura, qualsiasi illuminazione. Poi, la conversione per quanto possibile con apparecchiature a più basso consumo energetico. Inoltre – prosegue Raucci – opereremo degli interventi ancora più significativi, soprattutto sull’impianto clima, quello più energivoro. Strutture tipo la nostra, i multisala, hanno un’incidenza rispetto al costo del clima molto elevato. Per poi passare ad interventi comunque ad ampio raggio, sia sull’illuminazione che sulla proiezione, ma sulla proiezione non intesa come adozione di tecnologie all’avanguardia (che comunque permetterebbero un risparmio), ma già dal semplice cambio del telo di proiezione, da quello attuale a quello ad una più alta riflettanza luminosa che permette con le stesse lampade, oggi installate sui proiettori, ma ad un regime di wattaggio di circa la metà di ottenere la stessa resa visiva, già da questo semplicemente si possono ottenere dei risparmi significativi”.

“Il passo successivo all’efficientamento energetico – conclude – sarà quello di dotare la struttura di un autonomo impianto di generazione di energia”.

I consigli dell’Enea

“In primis l’impianto di climatizzazione, che spesso cuba la gran parte del consumo energetico, quindi rinnovarlo, sostituirlo, efficientarlo sarebbe sicuramente un’ottima cosa. Così come l’illuminazione che rappresenta un altro 20% dei consumi – spiega Marcello Salvio – revampare l’impianto, sostituire le vecchie lampade con lampade a più alta efficienza, immaginiamo il led (ma non solo), è sicuramente una soluzione che potrebbe essere adottata. In ultimo, ma non per importanza, non ci dimentichiamo gli impianti di proiezione. Nei cinema molto spesso l’aliquota dei consumi energetici che è afferente a questo comparto è circa il 15%, quindi non è poco. Esistono in commercio impianti di proiezione molto nuovi, molto innovativi, più performanti, quindi anche sostituire un impianto di proiezione, che è il core business dei cinema, può rappresentare sicuramente un ottimo investimento e un ottimo volano per la riduzione dei consumi”.

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