Home Attualità Economia Effetto guerra, il costo del gas ferma anche le cartiere. A rischio...

Effetto guerra, il costo del gas ferma anche le cartiere. A rischio giornali e carta igienica

L’allarme lanciato dalle associazioni di settore: “I costi di produzione hanno già superato i guadagni”

Produrre un chilo di carta costa più di quanto si guadagna a venderla. È uno degli effetti della crisi energetica che ha colpito diversi settori industriali in Italia e in Europa dopo l’invasione ucraina da parte della Russia.

Per questo motivo sempre più cartiere stanno decidendo di chiudere i battenti e mettere in ferie i propri dipendenti in attesa di un miglioramento dei prezzi del gas che però al momento sembra essere lontano.

Intanto, però, la carta mancherà dal mercato e questo metterà in seria difficoltà diverse produzioni. L’allarme è stato lanciato dalle associazioni di categoria (Assocarta, Associazione Italiana Editori – Aie, Associazione Nazionale Editoria di Settore – Anes e la Federazione Carta Grafica): una cartiera italiana su due è stata costretta a sospendere la produzione.

Secondo Assocarta, già a dicembre le cartiere pagavamo il gas utilizzato per il funzionamento degli impianti circa cinque volte in più rispetto al 2020. Ma con l’escalation del conflitto in Ucraina, il costo è mediamente decuplicato, con punte di quindici volte di più.

“Parecchie cartiere hanno deciso di rallentare o fermare momentaneamente la produzione in attesa che passi questo momento di prezzo esagerato del gas – ha spiegato il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio 1 – il gas oggi è libero di fluttuare del 20-30% dalla sera alla mattina, non c’è nessun limite, la speculazione finanziaria può creare qualsiasi bolla e distruggerla nella stessa giornata, è impossibile lavorare così”.

“Abbiamo resistito, anche producendo in perdita – ha aggiunto Poli in un’altra intervista – ma in questi giorni sempre più stabilimenti cartari si stanno fermando e stanno riducendo l’attività. Non ci ha fermato la pandemia, ci sta riuscendo uno shock energetico, a seguito dell’attuale situazione di crisi tra Ucraina e Russia”.

Nelle prossime settimane potrebbero essere a rischio la produzione di libri e giornali ma anche l’intera filiera per la produzione di imballaggi, di carte igieniche sanitarie, di carte medicali.

 

Articolo precedenteRoma, domato lo spaventoso incendio divampato questa mattina. Ecco il Video dei vigili del fuoco
Articolo successivo“Zone sacrificali” di inquinamento, cosa sono e dove si trovano