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Ecosia, ecco l’alternativa Green a Google VIDEO

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Nato nel 2009, il motore di ricerca Ecosia si propone di donare soldi per piantare alberi a ogni ricerca effettuata dagli utenti. L’obiettivo: un miliardo di alberi piantati entro il 2020.

“Vogliamo essere la buona coscienza della Rete”. È questo uno degli obiettivi di Christian Kroll, ragazzo di 33 anni ha raccontato come è nato Ecosia, il motore di ricerca che dona ogni ricavo pubblicitario a un fondo che li utilizza per piantare alberi.

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A lungo ho pensato: è da pazzi. Ora dico: possiamo farcela”, ha spiegato Kroll, che non vede l’ora di “raggiungere il miliardo entro il 2020”. Tutto è iniziato nel 2009 quando, terminati gli studi universitari in anticipo, Christian ha deciso di andarsene in giro per il mondo, di visitare tanti paesi asiatici come e di provare a “fare la sua parte” creando un motore di ricerca che potesse essere d’aiuto a quelle popolazioni. Quando gli è andata male, però, non si è perso d’animo e, giunto in Argentina, ha letto “decine di libri sui problemi del nostro tempo, tra cui la deforestazione, responsabile del 20 per cento di emissioni”.

Così, dopo aver aperto e chiuso il capitolo “collaborazione con Google” per divergenze, Kroll ha posto le fondamenta di Ecosia, che definisce come “un processo, non un’illuminazione folgorante”.

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All’epoca ci lavoravo solo io, non riuscivo quasi a pagarmi uno stipendio e i primi anni ho impiegato ragazzi che accettavano un compenso basso pur di far qualcosa di utile per il pianeta”, ha spiegato il fondatore di Ecosia, che attualmente si avvale del lavoro di un team che include 21 persone tra i 20 e i 40 anni. Tutte queste persone ricevono, per la loro attività, “un salario giusto”.  Ma “tolti i costi operativi, quel che rimane è per gli alberi”.

“Inizialmente abbiamo stretto accordi con grandi associazioni, come il WWF, oggi preferiamo avere più controllo, fino a conoscere esattamente quali sono i nostri alberi. E sostenere le iniziative che hanno il maggiore impatto positivo nella comunità in cui operano”. Al momento le attività sovvenzionate si trovano in Peru, Madagascar e Burkina Faso

Ma come funziona di preciso Ecosia?Il motore di ricerca, in sostanza, dichiara di finanziare nuovi alberi destinandogli almeno l’80 per cento dei profitti derivanti dai click sui contenuti sponsorizzati.

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“Anche se non cliccate – si può leggere su Ecosia – o usate un ad blocker contribuite al movimento, aumentando il numero di utenti e la nostra rilevanza per gli sponsor”

Appena nato il motore di ricerca ha ricevuto diverse critiche: in molti, infatti, erano scettici che potesse effettivamente funzionare e si poneva dubbi sulla sua trasparenza. Tutte questioni che appartengono ormai al passato, come direbbe lo stesso fondatore, perché oggi la società di Kroll rende mensilmente pubblici sul sito i report finanziari e può persino vantare la certificazione di B-Corporation, che viene rilasciata a quelle aziende che rispettano alte performance di sostenibilità ambientale e sociale.

Il progetto di Ecosia è valido e funzionale, ad oggi  è utilizzato da circa 660 mila persone, per un totale di 32 milioni di ricerche a settimana , ma deve combattere contro il monopolio di Google.

I motori di ricerca sono importantissimi e lo diventeranno sempre di più in futuro,” spiega Chris. “Ora Google detiene il monopolio. Credo che tutto questo potere nelle mani di una sola compagnia sia pericoloso. E nemmeno Ecosia dovrebbe averlo

 

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