EconomiaRiciclo e Riuso

Economia circolare, la nostra leva per la ripartenza

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Economia Circolare. I rifiuti non sono solamente un problema ambientale, ma anche una perdita economica. Come possiamo trasformare allora i rifiuti da problema a risorsa?

La riposta, è relativamente semplice: trasformando il nostro modello economico da lineare a circolare.

Passare cioè dalla sequenza materia prima – prodotto – uso del prodotto – rifiuto alla sequenza  materia prima – prodotto – uso del prodotto – riciclo – materia prima seconda.

E l’economia circolare, intesa come leva per la ripartenza all’indomani del lockdown è stata il tema del nuovo appuntamento del ciclo di incontri ‘RipartiAmo Ambiente”, promosso dai parlamentari del M5S della Commissione Ambiente.

All’incontro, moderato dal giornalista Raffaele Lupoli, sono intervenuti:

Claudia Brunori – Responsabile Divisione Uso efficiente delle risorse Enea
Sergio Costa – Ministro dell’Ambiente
Ilaria Fontana – Vicepresidente Gruppo Movimento 5 Stelle Camera
Patty L’abbate – Commissione Ambiente, Movimento 5 Stelle Senato
Ugo Vallauri Repair.eu, Campagna europea sul diritto alla riparazione

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Per il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa “l’economia circolare oggi diventa il nuovo paradigma economico a cui guardare e unire il concetto di economia col concerto di circolarità vuol dire in buona sostanza dimostrare tecnicamente, e per noi – dice – dimostrare politicamente, che  è possibile che economia e ambiente possono camminare assieme”.

“È chiaro – aggiunge Costa – che deve cambiare il paradigma. Non è più il tempo dell’economia circolare. Di un’economia che brucia 2,5 volte il nostro capitale naturale, che brucia praticamente la nostra terra e non ci dà futuro. La neutralità climatica del 2050 è un obiettivo imprescindibile, perché sappiamo che dopo non c’è più spazio, non c’è più tempo”.

L’economia circolare – come spiegano i parlamentari – è al tempo stesso un’opportunità e una necessità: ridurre la quantità di rifiuti prodotti e l’inquinamento connesso alla produzione di beni e servizi, allungando la loro vita utile, significa innovare, riprogettare il sistema per renderlo compatibile con gli equilibri della natura.

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“Cambiare modello economico adesso è assolutamente necessario – ha detto la senatrice del M5S, Patty L’Abbatee quando parliamo di economia circolare, vorrei porre l’attenzione su due fattori: prima di tutto sull’eco-design, quindi dobbiamo prevenire, progettare i nostri beni per far sì che a fine vita invece di essere rifiuti possono essere dis-assemblati facilmente e riutilizzati. Quindi il riutilizzo e per utilizzare sicuramente dobbiamo creare un inquadramento giuridico per gli operatori dell’usato, creare un mercato dell’usato, quindi supportare questo settore. Soprattutto dare un po’ più di enfasi a quelle che sono le etichette ambientali, alla carbon footprint perché anche il consumatore deve capire, nel momento in cui ha davanti un prodotto, se questo prodotto ha delle caratteristiche di sostenibilità o stiamo parlando di Greenwashing”.

Dai decreti End of waste sulla cessazione della qualifica di rifiuti al diritto alla riparazione, dal Pacchetto Ue sull’Economia Circolare agli incentivi per la riconversione.

Tanti sono i passi che sono stati fatti, ma tanti ancora ne dobbiamo fare per portare a termine la transizione ecologica che ci porterà all’economia circolare.

“Non si può parlare di ripartenza senza associarla all’ecologia, a questo nuovo modello economico chiamato Economia Circolare – sottolinea Ilaria Fontana, Vicepresidente Gruppo Movimento 5 Stelle Camera – Abbiamo bisogno in un periodo di transizione che ha un orizzonte temporale chiaro e progetti realizzabili. Dobbiamo anche ripensare ai rifiuti, alla loro prevenzione e ogni volta che produciamo un rifiuto abbiamo perso, proprio per questo che dobbiamo lavorare anche sul diritto a riuso; alla riparazione; al ri-utilizzo dell’oggetto. È un progetto ambizioso, ma ce la faremo mettendocela tutta, ascoltando gli operatori del settore, le nostre eccellenze, come l’Enea: i nostri enti che hanno tante belle menti con le con le quali poter collaborare”.

 

 

 

Photo by Paweł Czerwiński on Unsplash

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